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I convocati italiani per l’Europeo di Kranjska Gora

Il direttore tecnico della sezione abilità della nazionale italiana di mountain bike Antonio Silva ha diramato nei giorni scorsi le convocazioni per il campionato europeo di downhill, che si terrà il 13 e il 14 giugno a Kranjska Gora, in Slovenia. I dieci atleti sono Marco Bugnone, Davide Don, Carlo Gambirasio, Marco Milivinti, Elias Somvi, Lorenzo Suding tra gli élite; Pietro Caire e Andrea Gamenara tra gli junior; Elisa Canepa tra le donne e Alia Marcellini tra le donne junior. Come riserva in patria è stato scelto Davide Michelis.
Seguirà la trasferta, nella veste di collaboratore di Silva, anche Alan Beggin.

L’elenco completo degli atleti convocati
Marco Bugnone (Argentina bike)
Pietro Caire (Argentina bike)
Elisa Canepa (Iron Horse – Kenda – Playbiker)
Davide Don (Team 100-One – Kona)
Carlo Gambirasio (Surfing shop)
Andrea Gamenara (Argentina bike)
Alia Marcellini (Surfing shop)
Marco Milivinti (Team Dytech)
Elias Somvi (Alutech)
Lorenzo Suding (Team Dytech)
Riserva: Davide Michelis (Surfing shop)

Link
Il sito ufficiale dell’europeo sloveno.

by Alessandro Mano, pubblicato il 3 giugno 2009 alle 11:42 e archiviato in: news tag: alan beggin • alia marcellini • andrea gamenara • antonio silva • campionato europeo • carlo gambirasio • davide don • davide michelis • downhill • elias somvi • elisa canepa • kranjska gora • lorenzo suding • marco bugnone • marco milivinti • pietro caire

15 commenti al post “I convocati italiani per l’Europeo di Kranjska Gora”

  1. Matteo ha scritto:
    4 giugno 2009 alle 22:51

    Si vede che i risultati del Circuito Nazionale non hanno peso per chi fa le convocazioni…

  2. enrico ha scritto:
    6 giugno 2009 alle 00:49

    cosa vorresti dire con questo?
    secondo te le convocazioni non sono giuste?

  3. Triboulet ha scritto:
    8 giugno 2009 alle 14:18

    Qualche nome alternativo a quelli dei convocati, che rispecchino i risultati sul campo in Italia?

  4. Alessandro Mano ha scritto:
    8 giugno 2009 alle 15:19

    Le convocazioni sono precedenti alla prima tappa di Coppa Italia a Prarostino. Il DT Silva, non ancora ufficialmente incaricato, ha dovuto segnalarle al delegato tecnico nei giorni precedenti la gara.

    Lascio da parte la diplomazia: a parte lo stupore per Pietro Caire, Silva chi avrebbe dovuto convocare? Superman?

  5. yek ha scritto:
    8 giugno 2009 alle 15:27

    ….bhè sottocornola nn mi sembra cosi’ fermo…..

  6. Alessandro Mano ha scritto:
    8 giugno 2009 alle 16:21

    Davide dice: «Beh, sarebbe stato bello! Ma i posti erano pochi, e io sono vecchio per la nazionale… Non voglio alimentare polemiche: Silva è libero di fare le sue scelte, e come dici tu le ha fatte prima di Prarostino. Io non ho nulla da dire»

  7. roberto vernassa ha scritto:
    9 giugno 2009 alle 14:43

    Certe volte non si tratta di diplomazia, ma di sensibilità nei confronti di ragazzi spesso molto giovani ed è per questo che rispondo ad Alessandro.
    Penso sia sempre brutto pensare che un ragazzo convocato non lo meriti, e ancora più brutto dirlo apertamente su un sito visitato come il tuo (penso a che piacere può avere Pietro a leggere il tuo commento)
    penso piuttosto che sia sempre positivo pensare che si potrebbe aver dato spazio anche ad altri atleti anche se accontentare tutti è impossibile.
    In ogni caso il tuo stupore per Pietro non lo ritengo giusto, perchè sebbene non abbia ancora risultati di rilievo è sicuramente lo junior primo anno più interessante e siccome gli europei sono una possibilità di far fare esperienza internazionale ritengo più che giusto puntare su di loro.
    Ad esempio la nazionale francese, non avendo avuto l’adesione di uomini vincenti come Pascal, Barel ecc. ha puntato per gli élite sugli under 23 (ad esempio Gallean) lasciando fuori atleti sicuramente più forti ma non… vicenti.

  8. Alessandro Mano ha scritto:
    9 giugno 2009 alle 17:53

    Sì, la convocazione di Pietro Caire mi ha stupito. E mi ritengo libero di scriverlo sul sito che gestisco (quasi) da solo. Non ho detto che Pietro non sia tra i migliori, ma sicuramente mi sarei aspettato un rider in una lista di altri due nomi, tra gli junior.

    Stupore, non saprei come altro definirlo. Mi spiace aver urtato sensibilità

  9. Andrea Bruno ha scritto:
    10 giugno 2009 alle 16:51

    Le convocazioni sono sempre oggetto di discussione….. :) )
    Ho deciso di intervenire solo perché è un argomento importante, che mi sta particolarmente a cuore, e perché mi piace dire in maniera poco polemica ma molto trasparente la mia opinione.

    Premetto che il CT è libero di fare le sue scelte e ognuno può pensare quello che vuole ma non può giudicarlo, e io in questa sede non lo sto facendo.
    Premetto anche che se i posti per gli junior erano due, il primo era quasi scontato ed è Andrea Gamenara, per il secondo sicuramente Pietro Caire era uno dei papabili, quindi non trovo nulla di strano nelle sua convocazione, anzi…
    In tempi più o meno recenti ci sono si state convocazioni discutibili, ma non serve a niente discutere e come cerco di insegnare ai ragazzi del mio team “Tu comincia ad andare forte e CHIARIRE con i fatti che ti meriti la maglia, poi ne parliamo”…..

    Quando una cosa è grigia lascia spazio ad interpretazioni, per qualcuno è bianco per qualcuno è nero, ma se è NERO o BIANCO lo è per tutti… (o almeno dovrebbe)

    In tutta la lista c’è solo un nome che stona, secondo me, ed evito di dirlo apertamente……. anche perché è un amico… ma penso sinceramente che al suo posto sarebbe stato meglio portare uno junior in più.
    Ritengo che il nostro, a differenza del calcio, sia uno sport dove esiste un riscontro assoluto e inequivocabile che è il cronometro.
    Sotto il profilo personale NON dovrebbero esserci simpatie o antipatie (esclusa la maleducazione che può essere un buon motivo per non convocare un atleta), ma solo MERITOCRAZIA.

    Farei tuttavia una distinzione tra ELITE e JUNIOR a questo riguardo.
    Per la scelta degli élite, a mio parere personale, dovrebbe valere una sola legge: quella del più in forma al momento delle convocazioni….. NON dovrebbero essere troppo rilevanti considerazioni legate a età anagrafica, impegni di lavoro/studio, tempo disponibile, simpatia, antipatia e via discorrendo (e parlo con cognizione di causa…), appartenenza a uno o l’altro team, eccetera
    Dico “NO!!” a Davide quando parla dell’età, non diamo spazio a questo tipo di ragionamento……. almeno non se i risultati dicono diversamente, come nel suo caso quest’anno.
    Per esempio…..lo scorso anno il nostro BR1 (35 anni…) ha dimostrato di essere ancora uno dei più forti tra i nostri ed ha meritato un posto in nazionale. Fair enough!

    Per andare forte si fanno sacrifici, chi più chi meno. Se uno lavorando riesce a dimostrare di andare forte deve poter ambire alla maglia nazionale come altri che hanno più tempo a disposizione… PUNTO!
    Per come la vedo io non conta se vai in bici tutti i giorni o se hai un lavoro, se hai tempo di allenarti o se hai poco tempo e ti alleni di sera, se puoi andare a provare le piste in settimana o se ti ci presenti solo alle gare, se hai 23, 26 o 30 anni… conta se VAI oppure NO. Questo conta!

    Per gli junior…… Silva ha sempre detto di voler investire sui giovani.
    Come già detto tra gli junior Pietro è sicuramente uno dei nostri migliori, per cui va bene, niente di stonato, tanto più se consideriamo l’età (junior 1° anno), i risultati, i tempi e l’esperienza che Pietro può cominciare a fare.

    PIUTTOSTO sarebbe importante (visto che si vuole puntare sui giovani) rendere più difficile la convocazione tra gli élite, magari limitando il numero degli élite a favore di quello degli junior, invitare agli stage più junior e meno élite, dare più fiducia ai giovani e aiutarli a capire come lavorare per crescere… che diversamente, oltre a non fare esperienza, perdono motivazione.
    Se poi la convocazione Antonio l’ha veramente fatta prima di Prarostino, poteva davvero starci uno junior in più, a scapito di un élite.

    Andrea Bruno
    Ready2Ride – MDE bikes

  10. Alessandro Mano ha scritto:
    10 giugno 2009 alle 19:52

    Sempre Davide Sottocornola mi scrive, chiedendo di pubblicare. Non so perché non lo faccia direttamente lui, ma si sa che è un timidone… :-)
    «Andrea parla bene, però si vede che Silva la pensa in un’altra maniera… Per quanto riguarda la frase “io sono troppo vecchio” era una semplice battuta sarcastica per non creare troppe polemiche!!!»

  11. Guido ha scritto:
    11 giugno 2009 alle 15:03

    Io dico solo una cosa in risposta ad Andrea Bruno.
    Premetto che con quello che sto per scrivere anche io sarei dovuto stare a casa al posto di andare in nazionale…
    In Italia gli atleti élite che possono ambire ad un risultato sono 2 o 3, ed alcuni neanche del tutto italiani, quindi per portare gente che non si qualifica in coppa o chi fa solo le gare che può provare a lungo prima di gareggiare sarebbe meglio portare ragazzini che imparano ad andare in mezzo ai grandi per crescere e magari diventare qualcuno veramente .
    A 33 anni o sei Peat o è meglio fare il mondiale veteran, almeno lì non saresti l’unico che toglie tempo alla famiglia per allenarsi.

  12. Romano Favoino ha scritto:
    12 giugno 2009 alle 12:43

    Io credo che il problema sia a monte. Nelle altre Nazioni non ci sono polemiche legate alle convocazioni in quanto vengono fatte su regole ben precise prima che cominci la stagione agonistica.

    Guardando in casa Playbiker, ad esempio Floriane entra in Nazionale Francese se fa un podio in Coppa, mentre Shaun ha già ricevuto la convocazione di Australian Cycling per il mondiale in quanto ha vinto le National Series. Prima dei mondiali di Fort William, Dirt addirittura pubblicò il criterio utilizzato da British Cycling per le convocazioni, e se non erro era arrivare almeno in una gara di Coppa a meno di tot secondi dal primo.

    In Italia questo non è mai avvenuto, per cui ogni convocazione – o quasi – lascia i suoi strascichi. Se dobbiamo interpretare le convocazioni per gli Europei, il criterio sembra questo:
    - atleti che si sono qualificati almeno una volta per la finale in Coppa (ma non regge perchè le convocazioni sono antecedenti a Fort William, per cui alcuni sarebbero rimasti fuori)
    - miglior junior e miglior junior primo anno (io avrei allungato la lista, ma è un parere squisitamente personale)
    Di fianco a ciò poi credo siano state date due wild card: una a Davide Don che a Kranjska Gora è quasi local, l’altra a Alia Marcellini perchè ha dimostrato manetta e in più può raccogliere un risultato importante visto che corre nella categoria con meno challengers.
    Per quanto riguarda poi Davide Michelis – che anche se menzionato come riserva molto probabilmente parteciperà al posto di Marco Bugnone – non gli si può negare di aver respirato molta aria internazionale partecipando a tutte le gare di Coppa ad eccezione di round 1.

    Ripeto, un criterio ben preciso e pubblico (e dal mio punto di vista parametrato a risultati in ambito internazionale) sicuramente non farebbe creare nessuna polemica, ma soprattutto sarebbe di grosso stimolo per i nostri ragazzi a fare sempre meglio.

  13. Andrea Bruno ha scritto:
    15 giugno 2009 alle 10:14

    Guido… sono perfettamente d’accordo con te… la mia, forse non hai letto bene o io non stato abbastanza chiaro, non era una riflessione per tirarmi in mezzo in prima persona, lungi da me… non ne avrei il tempo e la voglia… e se avessi ambito ad una convocazione non avrei corso una sola gara di discesa fino ad oggi nel 2009… non credi?

    Nel parlare del metodo di “scelta” ho portato una mia esperienza personale a titolo di esempio ma si riferiva a un fatto accaduto ormai 3 anni fa… ma che non vorrei si ripetesse con altre persone mentre mi sembra che sia proprio così.

    Ho semplicemente cercato di puntualizzare, per il bene del nostro sport e dei nostri giovani, che:

    1) i risultati devono decidere le convocazioni (e mi riallaccio giustamente al discorso fatto da Rommel su cosa accade in altre Nazioni riguardo il fatto che sarebbe bello che anche gli atleti sapessero qual è il criterio…)

    2) se qualche nome nuovo dimostra una forma migliore di altri (che magari hanno già avuto la loro occasione) è il caso di prenderlo in considerazione (Sottocornola?)

    3) come giustamente dici tu, alcuni dei nostri atleti di punta fanno grosso modo i tempi di un 33enne, che non è Steve Peat e che NON toglie tempo alla famiglia perchè semplicemente non si allena… pertanto giustamente, ripeto, sarebbe forse il caso di dare più spazio ai giovani….. credo che qui siamo tutti d’accordo.

    Sul fatto invece che ti riguarda penso invece che sia stato giusto, a suo tempo, che fossi convocato perchè in ogni caso eri il migliore italiano in quel momento in quella disciplina.
    Qui è diverso ci sono 11 posti… io avrei preferito vedere 4 Junior (e i nomi ci sarebbero) e magari 2 elite in meno….. e direi che la prova di Gamenara conferma :)

    Spero sia più chiaro ora quello che intendevo “osservare” con il mio commento.

    Ciao
    Andrea

  14. Dario Zampieri ha scritto:
    16 giugno 2009 alle 23:25

    Negli States si fanno i Trials per stabilire quali siano gli aventi diritto (perchè la Nazionale è anche un diritto) a vestire la casacca stelle e strisce per l’atletica leggera. Puoi avere 45 anni ma se arrivi davanti anche solo di un decimo di secondo, parti tu e non l’avversario che hai battuto. Nel calcio le sensazioni del Ct sono le uniche che contano per ciò che concerne le convocazioni. In mancanza di un sistema di Trials la scelta è discrezione del Ct, e nel nostro sport avviene che, malgrado la prestazione cronometrica sia chiaro indice dei valori in campo, il Ct valuti e scelga anche secondo altri fattori, secondo le proprie sensazioni, che se pur passibili di errore, in quanto di umana natura, scaturiscano dalle continue e costanti incursioni lungo e “dentro” i tracciati di gara, a volte fin dal venerdi, del Ct stesso.
    I nomi che escono prima di un evento come i recenti europei, sono frutto di tali complesse considerazioni e, seppur a volte non da tutti condivisibili, non si possono discutere.
    Inoltre vengono stabiliti con congruo anticipo rispetto all’appuntamento a cui sono legati.
    Non è il nostro lavoro fare le convocazioni, non abbiamo tutti gli elementi necessari per valutare in modo approfondito e serio quanto possa fare chi si alza la mattina per fare questo di mestiere. Noi siamo impiegati, operai, medici, panettieri, cantanti o astronauti che, sì, vanno in bici, ma per hobby.
    Punto.
    I nostri sono e rimarranno sempre discorsi da bar sport.
    Per questo mi sento di poter dire, in clima da bar sport, che mi dispiace per Davide Sottocornola, che meritava la Nazionale… e che sono contento per Davide Michelis, che la merita altrettanto, per motivi differenti. Io ho visto guidare Michelis più volte in allenamento, è uno dei piloti più veloci e spettacolari che ci siano in Italia adesso. E lasciamo stare che abbia 22 anni. Gli manca solo esperienza internazionale, mi sembra sacrosanto provare a dargli una possibiltà.
    Ma io sono di parte, entrambi sono miei amici…
    …per questo mi sono permesso di dire la mia… mancavo solo io qui al bar sport.
    (metaforicamente parlando, non mi riferisco certo al sito, anzi faccio i complimenti ad ALESSANDRO per il grandioso lavoro svolto, e rivolgo il mio personale in bocca al lupo a tutta la Nazionale, atleti e tecnici insieme)

    Dario Zampieri

  15. Guido ha scritto:
    18 giugno 2009 alle 01:47

    Andrea sei stato chiarissimo ed io ho frainteso…
    Se ti riferivi agli junior hai pienamente ragione, io purtroppo non li conosco e penso anche che Sottocornola avrebbe dovuto avere la sua chance.
    Il discorso che faccio io è che la nazionale non deve solo essere un punto di arrivo ma un gruppo su cui lavorare per crescere.
    In questo caso l’età, il lavoro o altri impegni dovrebbero influire sulle scelte del CT.
    IN BOCCA AL LUPO PER LA STAGIONE.
    Ciao Guido

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