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A Prarostino, dominio straniero. Ben Reid infila Rankin e MacDonald, la Pugin vince tra le ragazze

Ben Reid ha vinto la prima tappa della rinata Coppa Italia di downhill. L’irlandese ha messo in fila, domenica 24 maggio a Prarostino, i neozelandesi Nathan Rankin e Brook MacDonald e l’australiano Shaun O’Connor. Il dominio straniero è completato da Matt Scoles e Aari Barrett, che relegano al settimo posto il primo italiano, Davide Sottocornola. Tra le donne, dominio di Floriane Pugin, che vince lasciando a 15 secondi la compagna di team Elisa Canepa e a 26 Alia Marcellini.
La due giorni di gara, caratterizzata da sole e caldo, è stata segnata però da più di un problema organizzativo: le risalite in furgone sono spesso state molto lente, anche a causa di problemi non imputabili al team organizzatore, Cicli Colomba; il percorso, reputato da molti atleti troppo impegnativo e pericoloso, ha causato un mini-sciopero di alcuni team manager di squadre amatoriali, che hanno disertato il consueto briefing del sabato sera.
Assenti Lorenzo Suding (per i postumi della caduta di Vallnord, ha preferito non rischiare), Marco Bugnone (presente a Prarostino, ma con un polso ingessato) e Claudio Cozzi, il livello degli stranieri presenti si è rivelato ancora una volta troppo alto per gli atleti di casa. Considerando però i distacchi molto bassi tra tutti gli atleti di testa (un secondo e mezzo tra i primi cinque, ben sedici atleti in dieci secondi nelle prime posizioni), il minimo errore veniva pagato a caro prezzo.

Tra gli amatori, successo “a metà” di Manuel Ducci, che ha preceduto nettamente Carlo Mazzetti e Niccolò Maggiorani: una trentina tra i più forti amatori hanno deciso di non partire per protestare contro l’organizzazione, rea di non aver messo in sicurezza adeguatamente il percorso e di aver costretto a lunghe attese sotto il sole per le risalite, e contro la federazione, accusata come ormai da anni di voler ostacolare la crescita del movimento penalizzando eccessivamente le categorie amatoriali.

Risultati
Coppa Italia downhill, round #01, Prarostino (Torino) – domenica 24 maggio 2009

Classifica finale uomini (agonisti)
1. Ben Reid (Irlanda, Just Reid) in 2′42”68
2. Nathan Rankin (Nuova Zelanda, Iron Horse – Kenda – Playbiker) in 2′42”73
3. Brook MacDonald (Nuova Zelanda, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 2′43”30
4. Shaun O’Connor (Australia, Iron Horse – Kenda – Playbiker) in 2′43”84
5. Matthew Scoles (Nuova Zelanda, Wideopen racing team) in 2′44”09
6. Aari Barrett (Nuova Zelanda, Scott 11) in 2′45”48
7. Davide Sottocornola (Italia, Cicobikes – Ibis) in 2′46”52
8. Elias Somvi (Italia, Alutech) in 2′46”81
9. Marco Milivinti (Italia, Team Dytech) in 2′47”71
10. Davide Don (Italia, 100-One – Kona) in 2′48”13

11. Carlo Gambirasio (Italia, Surfing shop) in 2′48”24
12. Andrea Bruno (Italia, Ready2Ride – MDE bikes) in 2′48”97
13. Andrea Gamenara (Italia, Argentina bike) in 2′49”87
14. Livio Zampieri (Italia, Vigor – Da Bomb) in 2′51”32
15. Davide Michelis (Italia, Surfing shop) in 2′51”69
16. Francesco Petrucci (Italia, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 2′51”73
17. Federico Frulloni (Italia, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 2′53”68
18. Paolo Viola (Italia, Pro-bike) in 2′54”56
19. Bruno Zanchi (Italia, Axo cycling – Gruppo Pro-Gest – Scott) in 2′54”95
20. Pietro Caire (Italia, Argentina bike) in 2′55”64
102 classificati

Classifica finale donne (agoniste)
1. Floriane Pugin (Francia, Iron Horse – Kenda – Playbiker) in 3′02”81
2. Elisa Canepa (Italia, Iron Horse – Kenda – Playbiker) in 3′17”46
3. Alia Marcellini (Italia, Surfing shop) in 3′28”67
4. Monica Ghione (Italia, Team Dytech) in 4′07”56
5. Federica Perardi (Italia, Team Dytech) in 4′08”58
7 classificate

Classifica finale uomini (amatori)
1. Manuel Ducci (Italia, Special team Golfo Dianese) in 2′56”39
2. Carlo Mazzetti (Italia, Bike-store) in 3′00”34
3. Niccolò Maggiorani (Italia, Pro-bike) in 3′02”69
4. Nicola Rocchi (Italia, Surfing shop) in 3′02”91
5. Alessio Coccia (Italia, Ruota libera) in 3′03”11
6. Massimo Rivoir (Italia, Cicli Colomba) in 3′03”28
7. Michele Tosetto (Italia, Affi bike team) in 3′03”69
8. Alex Zampieri (Italia, Valsesia bike) in 3′04”23
9. Andrea Leo (Italia, Surfing shop) in 3′04”65
10. Stefano Bucci (Italia, Giangi’s team) in 3′05”25
60 classificati

Classifica finale donne (amatori)
1. Loredana Ruggeri (Italia, Bike-store) in 4′14”85
2. Mary Perin (Italia, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 4′27”18
3. Valentina Macheda (Italia, Special team Golfo Dianese) in 5′03”62
3 classificate

Link
Le classifiche complete (xls).
Il report del team Ancillotti
.
Il report del team Just Reid (in inglese).
Il report del team Malettobike.
Il report del team 100-One – Kona.

di Alessandro Mano, pubblicato il 25 maggio 2009 alle 00:38 e archiviato in: news, races tag: aari barrett • alessio coccia • alia marcellini • ben reid • brook macdonald • carlo mazzetti • claudio cozzi • coppa italia • davide sottocornola • downhill • elisa canepa • floriane pugin • loredana ruggeri • lorenzo suding • manuel ducci • marco bugnone • mary perin • matt scoles • nathan rankin • niccolo maggiorani • nicola rocchi • pinerolo • prarostino • shaun o'connor • torino • valentina macheda

21 commenti al post “A Prarostino, dominio straniero. Ben Reid infila Rankin e MacDonald, la Pugin vince tra le ragazze”

  1. Luca ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 10:13

    Sarebbe il caso di informarsi meglio di quanto avvenga, invece che scrivere subito.
    Il briefing del sabato sera è stato fatto distante a diversi kilometri dal campo di gara, così che molti team non hanno potuto partecipare.

    Non ci si è lamentati del percorso, che non era per nulla malvagio come tracciato.
    I problemi ci sono stati, e sono tutti causa dell’organizzatore e della federazione. Se in un intera giornata si sono riuscite a fare solo 4 discese, la colpa è di chi ha organizzato i furgoni (evidentemente non sufficienti) e chi ha permesso di correre una gara INTERNAZIONALE in una locazione che non permetteva di garantire i 150 atleti per ora obbligatori da regolamento.

    LA SICUREZZA: perchè non si fa accenno della pessima organizzazione e totale mancanza di sicurezza che è ben diversa dalla pericolosità o meno di una pista.
    TOTALE ASSENZA DI MATERASSI nei punti più pericolosi (ho contato solo 2 materassi, fissati male (giravano), in una pista che era contornata da passaggi velocissimi tra gli alberi.
    UNA SOLA AMBULANZA IN TUTTO IL PERCORSO
    TOTALE ASSENZA DI SOCCORSO ALPINO E MEDICI
    Ragazzi che con clavicole, e bracci rotti dovevano portare la bicicletta fino ai soccorsi da soli perchè non c’era nessuno che li aiutava.
    Ma scherziamo??? Io sono amatore, ormai un peso per la federazione… peccato che ho visto tanti agonisti che cercavano invano dei medici per venire soccorsi e non trovare nessuno… chi si faceva male nella parte alta del percorso doveva arrivare ad oltre meta’ percorso autonomamente perchè lì si trovava l’unico medico.

    Se come si dice nell’articolo questi problemi non sono da attribuire all’organizzazione ed alla federazione, che ha permesso uno schifo del genere, di chi è la colpa???

    Molti amatori non sono partiti per protestare contro questo schifo, non avevo mai visto una gara dall’organizzazione peggiore.

  2. Alessandro Mano ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 11:06

    Non mi pare di non essermi informato. Ho sentito come sempre più campane, sia tra gli agonisti, sia tra gli amatori, e ho ottenuto informazioni da qualche collaboratore, che mi manderà spero presto qualche foto.
    Cicli Colomba sostiene di aver avuto problemi con alcuni furgoni presi a noleggio, quindi quel problema è solo in parte imputabile all’organizzazione. In particolare, non vedo cosa c’entri la Federazione con questo problema: fino allo scorso anno la gara di Pragelato si era svolta senza particolari problemi, e la carrozzabile che porta in cima al percorso di Prarostino può garantire le dovute risalite.

    Per il problema sicurezza, c’è forse stato un equivoco: non pista pericolosa, ma pista poco protetta. Sta di fatto che, già prima del week end di gara, mi sono arrivate lamentele per un percorso non ritenuto all’altezza di un evento internazionale: non avendolo visto direttamente, mi sono limitato a riportare questi pareri.

    Infine, una riflessione: perché sentiamo spesso la frase “non ho mai visto prima un’organizzazione peggiore” e nonostante ciò non cambi mai nulla? Settimana dopo settimana ci sono gare organizzate sempre peggio? Gli amatori che si lamentano della Federazione e la Federazione che non sa nemmeno da dove cominciare?

  3. nick ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 11:15

    Gare come questa tolgono ossigeno a tutto il mondo della DH italiana, il mondo dei master, quello che tiene in piedi questo particolare sport grazie ad atleti amatori paganti per iscrizioni (40 € a gara) e mezzi, si sta sempre più assotigliando a causa di regolamenti assurdi (mi riferisco alla manche unica e sopratutto al numero chiuso dei top 200) e non solo..

    Pregherei di correggere il suddetto articolo, credo che questo bel blog perda di affidabilità a riportare notizie non veritiere ed approssimative, grazie.

    Confermo anche io che non c’è stata alcuna defezione alla riunione dei team, è stata stranamente organizzata vari chilometri lontana dalla zona team (paese San Secondo, mentre i team erano a Prarostino). Confermo altresì che molti big master, e non solo (tra cui piloti che arrivavano da molto lontano, per cui ancora complimenti per il gesto) non hanno partecipato alla gara per protesta per il nuovo regolamento, per l’organizzazione e la sicurezza della pista.
    La FCI continuando così, porterà allo sfascio il nostro beneamato e giovane sport. La gente deve sapere che questo sport sta prendendo una strada che porterà una drastica riduzione dei praticanti, perché l’ente preposto alla sua promozione (in teoria) lo sta castrando, anno dopo anno. LA GENTE DEVE SAPERE.

  4. Paolo ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 11:54

    Confermo quanto sopra espresso da Luca e Nick.
    A conferma basta riflettere sul numero di master iscritti, sui possibili 200 solo una novantina… e di questi, percentualmente, una discreta fetta non ha gareggiato in segno di protesta (complimenti per il gesto a tutti, in particiolare a chi veniva da molto lontano…)
    Probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la pessima organizzazione di Prarostino (sicurezza, soccorsi e risalite in primis).
    Molti i feriti, molti i fratturati, molti coloro che non sono stati assistiti al meglio ed anzi hanno raggiunto l’ospedale “in proprio”.
    Sei ore (e dico 6) per fare quattro discese di prova, di cui due “assistite” (si fa per dire) senza quindi possibilità di visionare per bene il percorso; coda naturalmente sotto il sole (circa un ora e mezza per risalita) e senza nemmeno un bicchiere d’acqua (l’area camper, nella sostanza, non era raggiungibile).
    Sul resto sorvoliamo, sarebbe inutile polemica!

    La vera problematica però resta l’ostilità verso noi amatori da parte FCI. Non volete farci gareggiare con gli “agonisti”? dividete le gare! Semplice!
    Oppure propongo una diversa soluzione, il prossimo anno TUTTI tesserati elite.
    Paolo

  5. duke ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 13:29

    oppure via l’fci e che si faccia come in francia.

  6. roberto vernassa ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 15:02

    Mi dispiace ma non posso stare zitto, la rabbia e la delusione di ieri non me lo permettono, non mi piace parlare di questi problemi ai quattro venti perchè sicuramente non è il sistema adatto per risolvere i problemi, ma non posso permettere che le lamentele di questi ragazzi appaiano come le solite contestazioni e polemiche di pochi rompiballe.
    Condivido in pieno le loro lamentele su tutti i fronti, a livello federale e a livello organizzativo, sarà anche vero che alcune colpe non sono direttamente imputabili all’organizzazione ma tra le tantissime cose che ci sarebbero da chiedere vorrei sapere:
    Possibile che i tutti furgoni a noleggio non siano arrivati? perchè sicuramente non bastavano due o tre furgoni per risolvere il problema.
    Possibile che lo speaker abbia dato buca? Possibile che non si sia potuto trovare un rimedio a questi problemi? Perchè quando si è saputo che non c’erano i furgoni non è stata data l’autorizzazione a eseguire le risalite con i propri mezzi alleggerendo il lavoro delle navette dell’organizzazione? La sistemazione logistica della gara era difficoltosa e a rischio, ed era evidente, possibile che non si siano valutati i rischi che si correvano e di conseguenza non ci si sia preparati? Perchè abbiamo dovuto pagare un servizio che non ci è stato dato?
    Non credo che esista differenza tra agonisti ed amatori se non nella licenza, il nostro sport è praticato da appassionati che cercano in tutte le maniere di trovare tempo e soldi per essere presenti alla prossima gara: cerchiamo di non rovinarlo con assurdi regolamenti e con brutte gare.
    Sono sicuro che le mie idee sono condivise da molti altri team e team manager spero che facciano sentire la propria voce.

  7. Alberto "il deboscio" Villata ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 15:18

    Concordo con quanto scritto da Roberto. Mi permetto di chiedere anche com’è possibile che nessuno di questi problemi sia venuto in mente a chi ha ispezionato la pista e ha dato l’autorizzazione per una gara internazionale. Lo chiedo qua perchè in tutto il week end non sono riuscito a chiederlo personalmente, vista la sua assenza alla riunione dei team manager e nell’area paddock alla domenica. Informo chi legge che alla domenica pomeriggio c’è stata una raccolta firme in calce ad un documento che verrà trasmesso in federazione al fine di ottenere un incontro a Canazei e dei miglioramenti reali per questa situazione. Invito pertanto i team e gli atleti a non boicottare la gara di Canazei, che dovrebbe essere un luogo di incontro, nè ad arrivare ad atti ostili quali l’interruzione coatta della gara e il blocco dei partenti. Tanto per dare un’idea, anche senza obbligare nessuno, ieri dei top 25 amatori ne sono partiti 4, gli altri erano in cima per dimostrare il loro dissenso.

  8. silvio gavotto ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 20:07

    ciao a tutti, io da dire purtroppo ho poco visto la mia impossibilità di correre causa nuovo regolamento, ma di tutto quello sopra descritto non può che trovarmi d’accordo visto i risultati e poi agonisti, amatori… cosa cambia?? bo io vedo solo ragazzini giovani e meno giovani che fanno di tutto x passare un weekend in compagnia per poter fare quello che più amano.
    Mi sembra che qui le differenze vengono sollevate più dalla federazione e non ne capisco lo scopo, in nome di un prestigio nel mondo che solo noi in Italia vediamo visto che fuori dai nostri confini mi sembra che agonisti ed amatori convivano benissimo.
    Di tutte le parole sentite ieri quello che più mi ha fatto male e sentir dire dalle autorita del caso (fci) che noi amatori sarebbe meglio se creassimo un nostro campionato!!!!! (pazzesco) Amici che non possono più andare a correre assieme (assurdo) non può finire così, non deve finire così, se togliamo di mezzo la licenza io vedo solo un gruppo di atleti che danno l’anima per il miglior tempo che siano 2 minuti oppure 10… credo che il cuore che batte sia lo stesso agonista e non
    grazie a tutti
    silvio

  9. Schwienbacher Reinhard ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 20:13

    Devo dare atto all’enorme lavoro svolto da Luca e il suo team!
    Ma questo purtroppo non cambia il fatto che ci siamo trovati nel bel mezzo di una catastrofe annunciata!
    Una gara INTERNAZIONALE in questo posto NON doveva essere fatta, punto!

    Ma tralasciando i problemi organizzativi e logistici (seppur gravi) mi sto chiedendo: i vertici federali possono permettersi di andare avanti a ignorare le richieste dei piloti?
    Ammiro i ragazzi che, nonostante la loro passione per questo sport, nonostante il fatto che abbiano perso l’occasione di prendere punti utili per la classifica generale, nonostante abbiano speso denaro ed energie per venire a Prarostino, abbiano trovato il coraggio (o la disperazione) di emettere questo segnale fortissimo.
    Responsabili FCI: SVEGLIATEVI! Ma non vedete cosa sta succedendo intorno a Voi? Se limitiamo il numeri dei partenti, non è che quelli al cancelletto di partenza diventano più forti!
    Noi avremo corridori più forti se la federazione finalmente si decidesse a LAVORARE CON I GIOVANI!!
    Invece cosa succede? La Federazione taglia i fondi… (mail di Antonio Silva del 15.04.2009)
    L’attività federale per i nostri giovani fino ad ora è stato un raduno di 3 ore sul pistino di Vigevano annunciato ben 4 giorni prima nonchè la possibilità di un allenamento seguito da Antonio e Alan a Pieve di Teco preannunciato ben 1 giorno prima!
    A voi il giudizio, anzi mi auguro che i responsabili federali ci illuminino!
    Vogliamo (e mi auguro che così sia) che le gare si svolgano su un livello più alto? Allora DOBBIAMO far andare forte i nostri giovani. Non ci sono alternative!
    Voglio chiudere con una frase scritta dal CT nella sua mail del 19 maggio: “Guardiamo avanti e spingiamo, il passato è passato e non serve voler restare fermi per paura di sbagliare, non è da discesisti!”
    Mi viene da rispondere: Antonio, mettiti al cancelletto di partenza e noi ti spingeremo con tutte le nostre forze!

  10. Ancillotti ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 20:15

    Mi scuso se intervengo un po in ritardo ma sono solo adesso rientrato da una deviazione alla Doganaccia. Vorrei prima di tutto aggiungere una “campana” a quelle sentite da Alessandro per dire (come del resto hanno già detto in molti) che non c’è stata una defezione “voluta” ma che in effetti la sede della riunione era lontana e malgrado Luca Colomba abbia fatto un giro con un furgone, molti per questo motivo non sono potuti intervenire.
    Non mi sembra comunque questo il punto focale di quanto è successo ieri, ce ne sono ben altri, c’è stata una vera rivolta spontanea degli amatori, una cosa che per la dimensione e rabbia ha sorpreso pure me, che comunque ne conosceva le cause.
    Era molto tempo che gli amatori, e non solo, erano bersaglio di una politica dissennata e persecutoria, che i “vecchi” del settore avevano già avuto modo di provare sulla propria pelle negli anni ‘90.
    La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati i tempi allucinanti di attesa, l’allucinante logistica di Prarostino, assolutamente inadatta ad ospitare una gara di questa dimensione internazionale, dai numerosi e gravi incidenti che hanno fatto sentire non solo gli amatori ma un po’ tutti, carne da cannone.
    Solo la goccia, la rivolta si badi bene non era diretta solo contro l’organizzazione, ma in massima parte contro la dirigenza FCI, questo è il punto focale e su questo vorrei approfondire.
    Che la scelta di Prarostino sia stato un errore questo lo ha ammesso anche l’organizzatore e su questo bisogna rendergli merito (non capita spesso di sentire dei mea culpa da parte di questa ultima categoria), ma attenzione: nello stesso tempo ha anche detto una cosa a parer mio fondamentale a sua discolpa e cioè che il responsabile FCI incaricato di visionare il sito ed il percorso ha dato il suo ok a questa locazione palesemente inadatta sia dal punto di vista della logistica sia della sicurezza.
    Alberto Ancillotti

  11. enrico ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 21:33

    in my opinion la pista con qualche materasso in più e qualche albero in meno sarebbe stata anche divertente, per il problema grosso, quello delle risalite, è stato davvero uno scandalo in una gara internazionale megapubblicizzata deludere tutti così…
    p.s. io ho avuto anche un tempo segnato in classifica generale diverso da quello che ho visto all’arrivo… poi bo posso aver letto male io come i giudici!

  12. Samuele Grossini ha scritto:
    25 maggio 2009 alle 22:47

    Quello che successo a Prarostino è veramente vergognoso, condivido totalmente quanto è stato scritto da tutti, e mi unisco a chi ha avuto il coraggio di non correre nonostante una lunga trasferta di 700 km!!!!!
    Nonostante quello che è accaduto, invito tutti gli appassionati a non abbandonare questo bellissimo sport, non ci dimentichiamo che in Italia ci sono bellissime gare regionali, le cui macchine organizzative sono ormai consolidate, ci sono gare UISP che negli anni hanno raggiunto un buon livello organizzativo, e per chi è più forte può comunque andare a correre all’estero. Uniamoci contro la federazione ma non smettiamo di seguire la nostra passione.
    Samuele Grossini

  13. Sergio Larghi ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 08:41

    In merito alla gara di Prarostino non posso dire nulla perche’ assente, ma voglio dire una cosa in merito all’ internazionalita’ della competizione. Non credete che sia opportuno concedere l’ organizzazione di una gara di circuito Italiano ad una localita’ che ha gia’ organizzato in passato gare di DH e non a localita’ nuove ?????

  14. agonista ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 09:54

    domanda…
    per quale motivo A…… e quelli che erano i fautori della protesta son stati poi gli unici amatori che sono partiti? forse è una polemica solo strumentale in quanto i suoi interessi sono altri? se non è cosi qualcuno potrebbe spiegarla meglio?
    inoltre se tutti e 500 amatori dovessero partire non lamentiamoci poi delle code e delle attese!!! E sempre per la sicurezza una gara nazionale deve avere certe caratteristiche per preparare agli eventi internazionali che contano, come è possibile che su un simile percorso possa partecipare anche uno che non ha fatto neppure una gara regionale o non ha un misero punto top class???
    Gente riflettete!!!

  15. Alberto "il deboscio" Villata ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 11:01

    Agonista, i primi a firmare la petizione e la protesta sono stati i top 30 amatori. Siccome in partenza avevo io quella lista, ti posso assicurare che dei top 30 sono partiti in 4, che non avevano firmato. A…. come lo chiami pur approvando le ragioni non era d’accordo con la forma di protesta, quindi lui e alcuni suoi atleti sono partiti. C’è anche stata una discussione per questo. Per quanto riguarda il tema delle code e della difficoltà del percorso sono tutte riflessioni che sono state fatte e per cui anche i team degli amatori hanno approvato la limitazione ai 200. Poi però a Prarostino ci sono state code con solo un centinaio di amatori e ci sono stati molti più infortuni rispetto a piste di gran lunga più impegnative (Pila, Collio, Val Vigezzo). Si rifletta anche su questo.

  16. Tomaso Ancillotti ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 12:14

    … ma chi sarà mai questo AGONISTA??? Ti rispondo subito se quell’”A…” è riferito a me, io non ho problemi a metterci la faccia… tu forse sì…
    Concordavo con la raccolta di firme avvenuta prima della partenza, ma non sul non correre e ti spiego anche il perché: la quasi totalità degli amatori si sta disinnamorando di questo sport, causa regolamenti e gare mal organizzate, non vedevo nel non partire la soluzione giusta anche se rispetto la decisione di chi lo ha fatto.
    Quanti di loro ad inizio stagione hanno fatto chi sa quanti chilometri per andare a fare gare regionali anche molto distanti per poter racimolare qualche punto per la causa assurda dei top 200… Quanti hanno deciso di partire comunque anche in una gara come Agnona sapendo che non si sarebbero divertiti pur di racimolare altri punti con ulteriore spesa di manutenzione della bici (dopo un fango del genere cuscinetti ciao!).
    “Darla vinta” a chi non si è preoccupato che tutto fosse fatto a regola d’arte, penso che 20 o 30 amatori che non corrono gli avrebbero fatto solo che un piacere… dopo aver speso soldi in trasferta, albergo, iscrizione, ecc…
    Chi sa se in Federazione si renderanno conto dell’errore e una volta tanto faranno un mea culpa e torneranno indietro, o se per orgoglio di qualcuno trascineranno a fondo questo stupendo sport?

  17. Andrea ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 13:23

    Comunque Agonista ha ragione, lasciamo stare il caso di Prarostino in cui forse (anzi sicuramente) ha sbagliato anche l’organizzatore ma se dovessero correre tutti gli amatori i problemi di sicurezza del tipo di tracciato non adatto ai nuovi e soprattutto sul problema di affollamento è più che mai vero. Bello criticare ma a volte serve anche pensare….
    Perchè nelle gare di coppa non troviamo mai infiniti atleti? Perchè anche l’UCI ha messo un limite nei punteggi? Forse un motivo ci sarà!!! Se arrivano 500 amatori (ma piloti in generale, agonisti o amatori poco importa) troveremo sempre pista affollata, troveremo sempre il problema di non riuscire a provare sempre tutti alla mattina prima della gara e via dicendo e allora poi ecco che gli stessi si lamentano perchè pagano 40 euro ma poi non riescono a fare tutte le discese che vorrebbero!

  18. cristiano ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 14:08

    Inutile porsi il problema dei 500 amatori, a Prarostino eravamo meno di 100 alla fine, nella classifica degli amatori. A farci passare la voglia sono gia’ stati molto bravi ed i risultati si vedono.
    Un’altra nota dolente, che pero’ riguarda solo l’organizzatore, in caso di pioggia volevo ben vedere come avremmo lavato le bici con l’unica canna dell’acqua che c’era nel paddock e poi com’erano ammassate le bici sui furgoni? Senza un cartone, niente di niente.
    La bici di Milivinti al Sabato pomeriggio sembrava avesse fatto la guerra per i graffi che aveva, e lui non la paga..

    Un giretto alla gara di pieve di teco (quella si’ che meriterebbe un nazionale per organizzazione-tanto per citare una gara con i furgoni) farebbe bene…

  19. silvio gavotto ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 15:11

    Ciao AGONISTA.
    Chiunque tu sia, mi spieghi cosa vuol dire che le gare nazionali devono preparare ad eventi più importanti? Dobbiamo imparare a romperci le ossa! E che con le ossa ROTTE ci si debba portare la bici sino in fondo con dolori a seguito e chi con mezzi propri si è dovuto recare in ospedale… dimmi un po’.
    E poi gare nazionali di un certo livello cosa? Quando l’anno scorso qualche agonista e non solo si lamentava per gli atteraggi di qualche salto.
    E poi caro AGONISTA domenica quelli che potevano correre senza un misero straccio di punto potevano solo essere A G O N I S T I, e comunque quando si parla di sicurezza è per il bene di tutti, perchè l’albero, la pietra o dovunque tu voglia andarti a spalmare nel prepararti per una gara più importante o di un certo livello come tu dici, non guarda se sei un’AGONISTA o un amatore il risultato è lo stesso: ti rompi qualche ossicino.
    E per finire BASTA con questi agonisti amatori o che altro. Per la maggiore siamo tutte persone che dopo una settimana di lavoro vogliono solo divertirsi con con famiglia ed amici agonisti e non.
    Piuttosto fermiamo chi ha cominciato ed alimenta questa assurda e fantomatica guerra tra agonisti ed amatori che è la vera vergogna
    ciao …Silvio

  20. Maurizio Perini ha scritto:
    3 giugno 2009 alle 22:41

    Purtroppo come sospettavo non era un fatto isolato:
    Io a Quart mi sono semiamputato un mignolo a causa di una pietra spaccata a coltello ad altezza manubrio…… io ho sbagliato manovra, ma lì c’era un vero coltello di roccia lungo trenta cm in traiettoria e non c’era un materasso in tutta la pista tranne in fondo, forse messo ad arte per far vedere che si era fatto qualcosa. Era la domenica mattina e dopo essere sceso con le mie forze ho dovuto aspettare l’ambulanza chiamata da un fotografo perchè all’arrivo non c’era ancora un cane.
    Racconto questo episodio perchè queste cose non devono più succedere, in Francia si corre con un materasso ogni albero; non chiedo ciò ma almeno nei punti veloci in traiettoria su punti taglienti ecc. Un pò di senso e basta con le reti di plastica arancioni tipo cantiere che se ti ci aggrappi ti tagli le dita. Ciao Trive!

  21. Marco ha scritto:
    30 gennaio 2010 alle 01:23

    …E intanto Prarostino è stata confermata in calendario anche quest’anno (2010)!

    Vedo che serve a molto protestare

    p.s.
    Ho riletto i post… Chi si firma “Agonista”… Forse ha dimenticato di mettere prima “ex-”.
    Farebbe bene a mettere la faccia, almeno forse genererebbe un po’ di rispetto che ormai non ha più…

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