MTBnews.it

Subscribe to RSS feed

Giro di orizzonti sul dopo Prarostino: come evitare nuovi scivoloni?

«Non so definire il mio stato d’animo ieri, ero inca**ato nero e allo stesso tempo deluso, preoccupato per quello che sta succedendo». Roberto Vernassa è un signore pacato, un team manager lungimirante che dà tutto per i suoi giovani e per far crescere la sua squadra. Ma dopo Prarostino, dopo la protesta degli amatori e di tutti gli atleti per l’organizzazione carente e la pericolosità della due giorni di Coppa Italia, è stato il primo a scrivere a MTBnews.it per dire la sua: «Chi gestisce la discesa ha dimostrato di essere non all’altezza del suo compito – continua il team manager di Argentina bike – e allo stesso tempo di essere arrogante nel sostenere delle scelte impopolari che non sono condivise da nessuno».
Il parere di Vernassa è simile a quello di molti altri team manager: la ricetta per trovare una soluzione è però differente per ognuno. E il problema si trascina ormai da anni. Molte squadre non hanno aderito allo “sciopero” proclamato da alcuni team amatoriali, ma il pensiero è condiviso: «Concordavo con la raccolta di firme avvenuta prima della partenza – dichiara Tomaso Ancillotti, team manager della squadra omonima – ma ho preferito correre e far gareggiare i miei atleti: spiego perché. La quasi totalità degli amatori si sta disamorando di questo sport, ma non correre era “darla vinta” a chi non si è preoccupato che tutto fosse fatto a regola d’arte: 20 o 30 amatori che non corrono hanno fatto solo un piacere, dopo aver speso soldi in trasferta, per l’albergo, per l’iscrizione. Chissà se in Federazione si renderanno conto dell’errore e una volta tanto faranno un mea culpa e torneranno indietro, o se per orgoglio di qualcuno trascineranno a fondo questo stupendo sport…».

«Purtroppo quanto è stato detto a commento della gara di Prarostino è quasi tutto vero – dichiara Romano Favoino del team Iron Horse – Kenda – Playbiker – La logistica era pessima, le risalite inesistenti. Per il fattore sicurezza non so dire nulla perché non l’ho potuto verificare direttamente. Il tracciato è interessante, e forse non tutti erano all’altezza di poterlo affrontare, ma questo è un parere squisitamente personale».

«Premetto anche io che il percorso non era né meglio né peggio di altri che abbiamo incontrato – dice Andrea Bruno del team Ready2Ride – MDE bikes – quindi bando alle discussioni sulla pericolosità “assoluta” del tracciato o della sua ”bruttezza”. E’ evidente che la gara di Prarostino ha evidenziato come (inspiegabilmente) in Italia si riesca sempre a complicarsi la vita e non si usi il cervello ai livelli minimi di ragionevolezza. L’assurdità delle situazioni che si sono create, conoscendo le abitudini del nostro bel paese, non può che farmi pensare che qualcuno avesse un interesse diretto a portare la gara a Prarostino, una gara internazionale in mezzo ai boschi, in una località poco nota che non dà visibilità al nostro sport e non dà nessun ritorno alla località stessa. Davvero strano».

Reinhard Schwienbacher del team Alutech è della stessa idea: «Una gara internazionale a Prarostino non andava fatta. Tralasciando i problemi organizzativi e logistici che, seppur gravi, sono riferibili alla singola gara, mi sto chiedendo: i vertici federali possono permettersi di andare avanti a ignorare le richieste dei piloti? Sembra che non vedano cosa succede attorno a sé. Noi avremo corridori più forti se la federazione finalmente si decidesse a lavorare con i giovani! Invece la Federazione taglia i fondi… Voglio chiudere con una frase scritta dal CT Antonio Silva in una sua email del 19 maggio: “Guardiamo avanti e spingiamo, il passato è passato e non serve voler restare fermi per paura di sbagliare, non è da discesisti!“. Mi viene da rispondere: Antonio, mettiti al cancelletto di partenza e noi ti spingeremo con tutte le nostre forze».

Ma proprio Antonio Silva, contattato per dare un parere da parte della Federazione,ha preferito non rispondere («Discutere purtroppo non serve a nulla, quando le posizioni dall’altra parte cambiano di continuo») per non alimentare ulteriormente la polemica: Silva si sta impegnando da anni per la crescita del movimento gravity, e forse è l’ennesima vittima della Federciclismo, che gli ha prorogato l’incarico a tempo indeterminato, ma non gli ha ancora rinnovato la nomina e approvato i piani di lavoro. Proprio la Federazione viene chiamata in causa come vero motivo del flop organizzativo: c’erano mesi per valutare il potenziale organizzativo di una località, e il risultato finale è stata l’organizzazione di una gara internazionale peggio di molte regionali.

«La rivolta, si badi bene, non era diretta solo contro l’organizzazione, ma in massima parte contro la dirigenza FCI – commenta Alberto Ancillotti – perché la scelta di Prarostino è stata un errore. Persino l’organizzatore lo ha ammesso, e su questo bisogna rendergli merito. Il responsabile FCI incaricato di visionare il sito ed il percorso ha dato il suo OK a questa locazione palesemente inadatta sia dal punto di vista della logistica, sia della sicurezza».
«E ne è nata una vera rivolta spontanea degli amatori – prosegue Ancillotti – una cosa che per la dimensione e rabbia ha sorpreso pure me, che comunque ne conoscevo le cause. Era molto tempo che gli amatori, e non solo, erano bersaglio di una politica dissennata e persecutoria. Prarostino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con tempi di attesa allucinanti, logistica sconcertante, assolutamente inadatta ad ospitare una gara di questa dimensione, numerosi e gravi incidenti che hanno fatto sentire non solo gli amatori ma un po’ tutti, carne da cannone».

«La situazione degli amatori si conosceva già prima – continua Andrea Bruno – e forse una protesta poteva partire in anticipo, ma la situazione a Prarostino ha acceso la miccia e la situazione è precipitata. Ora vedremo, spero riparta seriamente il discorso “comitato team” e che dalla Federazione arrivi un nome – uno solo – che sia responsabile di recepire e intervenire…». Sulla stessa linea è Vernassa: «Spero che la protesta vada avanti, spero che vengano denunciate le cose che non vanno, e che si trovi una soluzione. Quando le cose sono a questo punto bisogna avere il coraggio di denunciarle e non aver paura di offendere qualcuno».

di Alessandro Mano, pubblicato il 26 maggio 2009 alle 13:30 e archiviato in: interviews tag: alberto ancillotti • alutech • ancillotti • andrea bruno • antonio silva • argentina bike • coppa italia • downhill • fci • federciclismo • mdebikes • pinerolo • playbiker • prarostino • ready2ride • reinhard schwienbacher • roberto vernassa • romano favoino • tomaso ancillotti • torino • uci

18 commenti al post “Giro di orizzonti sul dopo Prarostino: come evitare nuovi scivoloni?”

  1. Santre ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 16:06

    Speriamo che questo serva a qualcosa.

  2. Maurizio ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 16:10

    Ho visto con molto rammarico come certi “personaggi” che oggi cavalcano la protesta, abbiano nelle settimane scorse inondato i siti con polemiche poco costruttive e molto saccenti. Non mi risulta che abbiano organizzato mai nulla nè di alto nè di basso profilo ma si in compenso si ergono a profeti. E’ questo il vero male del nostro movimento unito al fatto che non si facciano crescere i giovani, ma che si imbottiscano le squadre di stranieri, che siano sempre le stesse società ad organizzare le gare e che quando si indicono riunioni per cercare una soluzione proprio questi personaggi manchino all’appello. Con questo non assolvo la Federazione su alcune scelte, che anche a me hanno lasciato qualche dubbio, e la società che forse ha sottovalutato l’entità della gara che stava organizzando (ma almeno ci ha provato) ma credo che i toni vadano abbassati. Urlando non si è mai risolto nulla. Inoltre non mi sembra di aver letto proposte, nessuno ha scritto “secondo me bisognerebbe fare così…”. Vogliamo veramente cambiare? Facciamo in modo che il prossimo articolo sia il sunto delle varie proposte e chiediamo alla Federazione di rispondere in merito. Ne ferisce più la penna che la spada.

  3. ugo de cresi ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 17:13

    Ciao a tutti.
    Con il massimo rispetto per le posizioni assunte, vorrei rammentare quanto segue: pur se inascoltato a Caldirola di due anni fa effettuai una precisa dichiarazione circa i parametri di sicurezza.
    In sintesi capitò che io – in quanto dj – lavorassi con l’ausilio di un binocolo per sorvegliare, quando possibile, la parte finale della discesa: mentre il giudice di arrivo era sulla sdraio assistetti in diretta alla caduta di Dal Fitto, caduta che – è bene rammentare – gli costò l’immobilità degli arti superiori ed inferiori per alcuni istanti. Ebbi in quell’occasione l’infausta idea di chiamare al microfono la bandiera rossa dei soccorsi.
    Venni redarguito e cazziato in forma maleducata e arrogante dallo stesso giudice che da anni getta scompiglio nella dh. Mi si rammentò che la bandiera rossa la può chiamare solo il giudice. Feci presente in forma conciliante che a) il giudice guardava da tutt’altra parte b) che l’atleta era completamente in mezzo alla pista c) che quel “numero” lì in terra era un mio caro amico.
    Questo per dire che provo la stessa stretta allo stomaco di quando TUTTO MTB scriveva anni fa che la DH Italiana è come il capo degli elefanti che cerca un posto per morire con dignità.
    Poi la DH ebbe un sussulto, la consapevolezza che lavorando bene, si possono avere risultati.
    Oggi, come in un film già visto, ritornano gli spettri di regole assurde e logistica improvvisata.
    Io non sono come buona parte dei trade manager ed anche alcuni atleti che danno un colpo al cerchio ed uno alla botte.
    Tra una Prarostino dove la gente va via incazzata e triste ed il nulla, allora riteng o- a mio modo di vedere – che è meglio il nulla per un anno e dare cadenza biennale alla prova.

    Mi si conceda una precisazione:
    Lo speaker non ha dato buca.

    Sportivi saluti
    Ugo De Cresi

  4. Nicola ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 20:53

    io ritengo che la FCI sia ricca di vecchi elementi con la voglia di fare pari a zero, con l’obiettivo di far sparire questa disciplina.
    pensate solo che questa situazione, per un discesista più che mediocre che vuole affacciarsi nel mondo delle gare per girare in posti nuovi e alzare il suo livello, fa solo venire voglia di rivendere la bici e cambiare i propri interessi
    sperando in un miglioramento, ciao a tutti

  5. Luca ha scritto:
    26 maggio 2009 alle 23:27

    In risposta a Romano: credo che vada differenziata la difficolta e pericolosità del tracciato con la sua sicurezza. Il tracciato non era sicuro, in quanto non c’erano addetti e medici lungo il percorso. Il livello tecnico della pista invece non era così alto, era difficile una volta affrontato a velocità elevata, ma non presentava punti tecnici da richiedere particolari qualità: quindi anche il più inesperto poteva scendere al suo ritmo, senza mai dover scendere dalla sella, rendendo il percorso praticabile a tutti.

  6. Romano Favoino ha scritto:
    27 maggio 2009 alle 05:55

    In risposta a Luca: non ho imputato la difficoltà del percorso come causa degli infortuni, anche perchè purtroppo si sono infortunati atleti di un certo livello (un in bocca al lupo a tutti per rimettersi molto presto) come il mio amico Max di Speedy Bike. Ho semplicemente espresso un parere sulla qualità del percorso, senza volerlo mettere per forza in relazione al fattore sicurezza su cui non mi sono espresso in quanto non l’ho potuto verificare personalmente. Ciao

  7. Dario De Luca ha scritto:
    27 maggio 2009 alle 08:15

    Personalmente, è stata la prima trasferta fuori dai confini regionali, per il mio team, Etna DH division – Malettobike (SICILIA). Ho visto,letto e sentito tantissime discussioni,provocazioni inutili e proposte interessanti.
    Stranieri a parte, credo che siamo stati il team con piu’ ore di viaggio, piu’ di 1000 km infatti separano la Sicilia da Prarostino.
    Alla fine credo che parte delle osservazioni siano giuste. I miei ragazzi nella mattina di sabato hanno messo in fila solamente due run di prova, dalle ore 09:00 alle ore 13:00 occupando il resto della loro mattinata lungo un’interminabile fila. Parere negativo anche riguardo la sicurezza del percorso, mi ha stupito su tutti, l’inesperienza del marshall posto sopra il muro di radici, che ha lasciato passare tutti nonostante un gonfiabile di protezione fosse sgonfio per tutta la mattinata di sabato. Un’idea costruttuva sarebbe quella di disporre del personale mobile addetto quantomeno al primo soccorso lungo il percorso di gara, in modo da rendere piu’ immediato il soccorso ai piloti che ne hanno bisogno. L’esperienza organizzativa personale mi porta a dire questo, anche se ovviamente la gara in questione è internazionale, rispetto al mio termine di paragone che è un regionale.
    Credo proprio che i diversi disguidi durante i tre giorni di gara siano imputabili sia all’organizzazione in generale, ma anche alla natura logistica delle strade di servizio, in particolare la strada che dai paddock andava alla partenza con la sua unica corsia di marcia rallenteva decisamente le risalite in particolare e gli spostamenti in generale.
    Saluti

  8. Ancillotti ha scritto:
    27 maggio 2009 alle 16:09

    Per rispondere a Andrea Bruno sul “nome solo e su chi dovrà rappresentare” direi che il comitato team ha perso il treno e visto come si era mosso nel presentarsi alla FCI non me ne stupisco affatto, anzi era logico che succedesse così.
    Ormai l’autogestione è partita e questa volta non credo si faranno fermare dalla solita tattica.
    Alberto Ancillotti

  9. Alberto "il deboscio" Villata ha scritto:
    27 maggio 2009 alle 18:41

    Maurizio, in primo luogo secondo me non si può non contare l’opinione di quel 99% di discesisti che non ha mai organizzato una gara. E’ assolutamente legittimo che una persona che paga per usufruire di un servizio (la gara è un insieme di servizi) si lamenti se questo non c’è. Per quello che riguarda le proposte concrete, quelle raccolte e firmate dagli atleti e dai team che erano a Prarostino penso siano già arrivate a chi di dovere

  10. Luca Colomba ha scritto:
    28 maggio 2009 alle 14:59

    Buongiorno… sono Luca, l’organizzatore di Prarostino.
    Per chi ha vagato sul percorso a occhi chiusi vorrei precisare che erano presenti due ambulanze di cui una all’arrivo ed una a metà percorso, due dottori ed una infermiera di rianimazione che girava sul percorso con un kit di prontosoccorso… I marshall erano 16.
    Per quanto riguarda il discorso materassi sia venerdì che sabato i tecnici fci ed uci hanno fatto il sopralluogo definendo in sicurezza il tracciato.
    La nota dolente è venuta sicuramente dai trasporti, non serve campare scuse… abbiamo sbagliato ma non credevo che alcuni team manager continuassero a sottolineare questo aspetto con così tanta grinta visto che alla riunione tecnica mi sono scusato per l’accaduto… è anche vero che alcuni (pochi) si sono rifiutati di parteciparvi, vedi il signor Vernassa.
    E poi se volete far crescere il movimento della dh partecipate alle riunioni e portate critiche utili a migliorare, quelli come me sono pronti ad accettarle e a parer mio evitate le ridicole proteste contro la fci; l’unico risultato è stato quello di non fare ciò che più vi piace, ma in questo dovrebbero farsi buoni consiglieri i team manager!!! Per finire vorrei farvi notare che la gara non ha avuto interruzioni, non ha avuto reclami ufficiali e non da poco conto sono state esposte le classifiche un attimo dopo al fine della gara… a questo proposito ringrazio giudici, cronometristi ed addetti sul percorso.
    Luca Colomba

  11. augusto ha scritto:
    28 maggio 2009 alle 19:03

    Vernassa probabilmente sarà un coglione.
    Saranno dei coglioni anche tutti quelli che hanno protestato per vari e diversi motivi.
    Ed il primo coglione sono io che per ben due volte Ti ho fatto notare la pericolosità di un passaggio dove poi si sono fatti male in troppi, ricevendo un cortese “fatti i fatti tuoi”.
    Diciamo che allora ti ringrazio solo delle code da due ore sotto al sole cocente quando potevi far salire i nostri furgoni fin da subito.
    Ed ancora grazie per non aver voluto “concedere” ai furgoni di percorrere la via più breve, ma averli obbligati a fare il giro del globo!
    Ti aggiungo poi (ma io sono un coglione, quindi prendila per la lamentela di un coglione) che – in genere – la gente è tollerante e disposta al perdono nei confronti degli umili e di chi sbaglia e chiede scusa.
    Poca benevolenza invece – in genere – verso chi sbaglia, non chiede scusa e si arrocca sulle proprie posizioni.
    Ne avrei ancora mille di cose da scrivere e di appunti da fare su Prarostino, ma il mio “status” di coglione mi suggerisce di non occupare più spazio con altre considerazioni.
    Augusto Caire

  12. Alessandro Mano ha scritto:
    28 maggio 2009 alle 19:26

    Ad onor del vero, fino ad ora nessuno ha dato del coglione a nessuno, nonostante i toni accesi e coloriti. Gradirei proprio non succedesse…

  13. roberto vernassa ha scritto:
    28 maggio 2009 alle 19:58

    visto che sono stato tirato in causa rispondo.

    non mi sembra di essere stato particolarmente critico nei confronti dell’organizzatore se non sui punti che tu stesso dichiari “nota dolente”, anche se in realtà non si farebbe certo difficoltà a trovarne altri.
    In ogni caso la mia assenza alla riunione non è stata l’unica (ad esempio non c’era neanche Romano Favoino oltre a tanti altri) e quindi non vedo perchè hai dovuto citare me. Forse Romano è stato un po’ più diplomatico e meno severo?
    In più non mi sono rifiutato di parteciparvi, probabilmente non sai che avendo circa 10 corridori, di cui molti giovanissimi, alla sera prima della gara c’è sempre molto da fare e onestamente non mi sembrava il caso di perdere tempo in inutili trasferimenti con le navette (in questo caso c’erano, meno male) quando si sarebbe potuto fare benissimo la riunione dove poi c’è stata la premiazione.
    Quindi la mia assenza non è stata un rifiuto ma una necessità.

    Comunque visto il resoconto della riunione fatta da chi era presente sono sicuro di aver fatto bene ad occuparmi d’altro.

    Ultima cosa, prima di dare consigli su come far crescere la dh dovresti informarti, non credo di averti visto a tutte le gare l’anno scorso, alle riunioni serali dove si parlava dei problemi e a quelle dove si è cercato di mettere giù delle proposte da fare alla federazione per migliorare il livello delle gare, ti assicuro che proposte e “critiche utili” ne sono state fatte tante e con le migliori intenzioni, ma prontamente non ascoltate in occasione della tua gara.
    Se sono tanto arabbiato è proprio perchè chi doveva aiutarti a organizzare la gara al meglio con consigli ed indicazioni, utilizzando le esperienze di tanti organizzatori negli anni precedenti, ha fallito su tutti i fronti.
    Le proteste non sono ridicole, anzi direi che sono sacrosante.

  14. Ancillotti ha scritto:
    28 maggio 2009 alle 23:05

    Per Luca Colomba
    Definire ridicole le proteste contro la FCI è veramente il colmo da parte tua per due motivi:
    1° con questa limitazione di amatori, come ti ho fatto notare, hai avuto un danno di 4000 euro di mancate iscrizioni, forse per te non sono niente ma penso per tanti altri organizzatori costituiscano un bel problema a far quadrare il bilancio
    2° tutto il casino che è successo, proprio come tu stesso hai detto è perchè il responsabile FCI non ha trovato niente da eccepire su logistica e sicurezza, che chiunque un po’ esperto avrebbe notato essere assolutamente inadatte.
    Quindi quella FCI, che tu ora non so per quali motivi difendi da una sacrosanta protesta, è proprio una delle principali responsabili del fallimento della tua gara e tua personale che ci hai messo la faccia come organizzatore.
    Ripeto, lo hai detto tu stesso alla riunione, a cui ho partecipato.
    Ci hai rimesso qualcosa anche con me, perchè eri di ben altro avviso e piuttosto risentito verso quella stessa che ora difendi, allora a che gioco giochiamo?
    Io penso che se la protesta riesce a cambiare qualcosa ciò vada a vantaggio di tutto il movimento, organizzatori compresi
    Alberto Ancillotti

  15. augusto ha scritto:
    29 maggio 2009 alle 11:28

    Per Alessandro Mano.
    Mi sembra EVIDENTE come il mio “dare” e “darmi” del “coglione” volesse essere una rafforzatura del mio pensiero: non ho scritto “è un coglione” bensì “sarà” / “saranno”… ed in italiano questo fà una bella differenza!
    Faccio questa precisazione perchè non vorrei che altri – come hai fatto Tu – fraintendessero.
    Rimane comunque il senso del mio scritto = se così tante persone si lamentano di un qualcosa, e lo fanno in diverse occasioni ed a più riprese, nell’ arco di più di 15 giorni…….. non puoi pensare che siano TUTTI dei coglioni, dovrebbe nascerTi almeno un dubbio!
    Augusto Caire

  16. Alessandro Mano ha scritto:
    29 maggio 2009 alle 11:40

    Augusto, avevo colto l’ironia. Il mio era un semplice richiamo ad evitare lo scontro personale e lo sfottò: non vorrei che MTBnews.it diventasse un forum

  17. augusto ha scritto:
    29 maggio 2009 alle 14:17

    Scusa.

  18. Alessandro Mano ha scritto:
    29 maggio 2009 alle 20:47

    Non ti scusare, su…
    Dal mio punto di vista hai detto cose molto interessanti. Però hai avuto il torto, nella caciara, ad essere il primo ad usare espressioni colorite :-)

Lascia un commento

« Un Sam Hill affamato di vittorie trionfa sotto la pioggia allo US Open Crisi al team Subaru – Mondraker: Payet si prende una pausa »

    Contenuti
    • Intro
    • Calendario 2007
    • Calendario 2008
    • Calendario 2009
    • Calendario 2010
    • Calendario 2011
    • Team 2008
    • Team 2009
    • Team 2010
    • Albi d’oro
      • Campionato del mondo
      • Coppa del mondo
      • Campionato europeo
      • Campionato italiano
      • Altre gare
      • Campionato australiano
    • Interviste
    Contatti

    MTBnews è su Facebook


    Inviate curiosità, comunicati, informazioni o link all'indirizzo email info@mtbnews.it. Questo sito non è una testata giornalistica, e viene aggiornato senza periodicità fissa.
    Argomenti

    alan beggin andrea gamenara anneke beerten avalanche bmx brendan fairclough bruno zanchi campionato del mondo canberra carlo gambirasio claudio cozzi commezzadura coppa del mondo davide sottocornola downhill edoardo franco elisa canepa emmeline ragot enduro fabien barel floriane pugin fort william four-cross gee atherton greg minnaar infortuni jared graves jill kintner lorenzo suding marco bugnone marco milivinti maribor nathan rankin pila rachel atherton sabrina jonnier sam hill steve peat superenduro top class tracy moseley uci val di sole vallnord wyn masters

    WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.

    Commenti recenti
    • saram su Sette convocati per gli europei norvegesi
    • MonyDh su Sette convocati per gli europei norvegesi
    • bikestore team su Sette convocati per gli europei norvegesi
    • ancillotti alberto su Champéry: Gee Atherton, bis sulla pista impossibile. Emmeline Ragot, vittoria iridata
    • Alessandro Mano su Champéry: Gee Atherton, bis sulla pista impossibile. Emmeline Ragot, vittoria iridata
    Guys & girls
    • Alan Beggin
    • Anne-Caroline Chausson
    • Anneke Beerten
    • Atherton bros.
    • Brian Lopes
    • Caroline Buchanan
    • Cédric Gracia
    • Corrado Hérin
    • Elisa Canepa
    • Emmeline Ragot
    • Fabien Barel
    • Fix Rss Feed
    • Floriane Pugin
    • Greg Minnaar
    • Jared Graves
    • Jill Kintner
    • Joost Wichman
    • Justin Leov
    • Matti Lehikoinen
    • Michal Prokop
    • Mick Hannah
    • Mickael Pascal
    • Nicolas Vouilloz
    • Sam Blenkinsop
    • Shaun Palmer
    • Stefano Migliorini
    • Steve Peat
    • Tara Llanes
    • Tracy Moseley
    • Vanessa Quin
    Magazine e web
    • 27gears
    • 29pollici.com
    • Cyclingnews.com
    • Decline
    • DHDvideomag.tv
    • Dirt mag
    • Distilled mag
    • Freecaster.tv
    • Mountain-Bike-Tools
    • Transcend magazine
    • UCI
    • Ultimokilometro.com
    • Vital MTB
    Team, gare e altri link
    • Ancillotti team
    • Argentina bike
    • Avalanche Cup
    • Maxiavalanche Cervinia
    • Playbiker
    • VdA Today
    Archivio
    RSS Ultimokilometro.com
    RSS 27gears.it

Tutti i contenuti appartengono ai rispettivi autori © 2007, 2008, 2009 e 2010 “MTBnews.it” · Fatto con WordPress & Downtown Nigth.