Champéry: Gee Atherton, bis sulla pista impossibile. Emmeline Ragot, vittoria iridata
Non la pioggia, ma il fango: la terribile pista di Champéry, che ha ospitato la quarta tappa di Coppa del Mondo di downhill, sabato 24 luglio, ha visto la vittoria dell’ex campione del mondo Gee Atherton, al secondo successo in Coppa nel 2010 dopo Fort William, che ha lasciato a due secondi Greg Minnaar e a quattro e mezzo Brendan Fairclough, favorito dei pronostici. Quarto e quinto i due autori dei migliori tempi sotto il diluvio della qualifica, Sam Blenkinsop e Damien Spagnolo. Minnaar mantiene la leadership in classifica generale, incalzato da Atherton.
La campionessa del mondo di downhill 2009 Emmeline Ragot ha vinto tra le donne: il podio quasi interamente francese è completato da Sabrina Jonnier, dietro di 5 secondi, Myriam Nicole, a 10 dopo aver vinto la manche di qualificazione, Floriane Pugin e Tracy Moseley.

Buone prove per i due italiani in finale, con Lorenzo Suding 30esimo, al miglior piazzamento della stagione, e Carlo Gambirasio 61esimo. «Alla fine credevo che la pista fosse molto più difficile – dice il campione italiano -, ma probabilmente il grande lavoro fatto nell’ultimo anno ha fatto sparire gran parte delle contropendenze, messo qualche salto qua e là e l’ha resa meno estrema. E’ una pista molto lenta, nulla a che vedere con Commezzadura, nel prossimo week end, che alle rocce e alle radici abbina velocità molto più alte».
Forse la pista di tre anni fa era davvero improponibile, forse il fango colloso che l’ha resa lenta l’ha snaturata, ma molti degli atleti che hanno partecipato alla finale non l’hanno trovata impossibile. Il numeroso pubblico sì, per la difficoltà a stare in piedi lungo il tracciato.
Atherton ha dimostratto la forma eccellente, Minnaar è la vera sorpresa, perché su un tracciato come questo specialisti del ripido e del tecnico dovrebbero dargli la paga: la sua guida pulita, morbida, fluente – il termine smooth è intraducibile, ed è il ritratto del sudafricano – ha pagato anche in questo caso. Brendan Fairclough ha commesso qualche errore di troppo, facendo linee che gli altri rider pensavano impossibili. Se un terzo posto è un ottimo risultato, risulta però essere l’ennesima occasione persa per il britannico, che è ancora a secco di vittorie in Coppa, nonostante il talento smisurato.
Si rivede nella parte alta della classifica Chris Kovarik, nono, che nel fango ha sempre ben figurato, e il giovane compagno di squadra Ruaridh Cunningham, decimo, che dopo il titolo iridato tra gli junior si era perso per strada, e soprattutto in Coppa non aveva mai mostrato il suo talento. Mezza delusione per Wyn Masters, che dopo l’eccezionale quinto posto in qualifica non riesce a replicare l’ottimo tempo, chiudendo 33esimo, a causa di una caduta nella parte alta del percorso.
Nella lotta per il titolo junior, l’”erede Hill” Troy Brosnan mette fieno in cascina e distanzia di 19 punti l’ancillottiano George Brannigan, caduto tre volte in finale.
Curiosità: pesando la bici di Minnaar al termine della discesa di gara, il suo meccanico ha trovato quasi cinque chili (11 libbre) di fango.
Risultati
UCI World Cup round #04, finale downhill, Champéry [Svizzera] –sabato 24 luglio 2010
Classifica finale uomini
1. Gee Atherton (Gran Bretagna, Commençal) in 4’02”19
2. Greg Minnaar (Sudafrica, Santa Cruz Syndicate) in 4’04”98 a 2”79
3. Brendan Fairclough (Gran Bretagna, Monster Energy – Specialized – Mad Catz) in 4’06”75 a 4”56
4. Samuel Blenkinsop (Nuova Zelanda, Lapierre International) in 4’07”00 a 4”81
5. Damien Spagnolo (Francia, Mondraker factory team) in 4’07”51 a 5”32
6. Brook MacDonald (Nuova Zelanda, MS – Evil racing) in 4’09”53 a 7”34
7. Fabien Pédemanaud (Francia, Scott 11) in 4’12”53 a 10”34
8. Aaron Holmes Gwin (USA, Yeti – Fox shox factory racing) in 4’13”75 a 11”56
9. Chris Kovarik (Australia, Chain Reaction Cycles – Intense) in 4’15”90a 13”71
10. Ruaridh Cunningham (Gran Bretagna, Charin Reaction Cycles – Intense) in 4’15”94 a 13”75
16. Shaun O’Connor (Australia, Kenda – Playbiker) in 4’19”06 a 16”87
28. Matthews Scoles (Nuova Zelanda, Cingolani – Protone) in 4’29”74 a 27”55
30. Lorenzo Suding (Italia, Black Arrows – MTB Hérin school) in 4’30”18 a 27”99
33. Wyn Masters (Nuova Zelanda, Kenda – Playbiker) in 4’31”30 a 29”11
52. George Brannigan (Nuova Zelanda, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 4’41”66 a 39”47
61. Carlo Gambirasio (Italia, Surfing shop) in 4’46”08 a 43”89
81 classificati
Classifica finale donne
1. Emmeline Ragot (Francia, Suspension center) in 5’27”25
2. Sabrina Jonnier (Francia, Team Maxxis – Rocky Mountain) in 5’32”12 a 4”87
3. Myriam Nicole (Francia, Commençal – SuperRider) in 5’36”97 a 9”72
4. Floriane Pugin (Francia, Scott 11) in 5’38”90 a 11”65
5. Tracy Moseley (Gran Bretagna, Trek world racing) in 5’39”33 a 12”08
6. Manon Carpenter (Gran Bretagna, Lapierre) in 5’45”36 a 18”11
7. Claire Buchar (Canada, Chain Reaction Cycles – Intense) in 5’55”12 a 27”87
8. Petra Bernhard (Austria, RC Alpine – Commençal) in 6’06”12 a 38”87
9. Fionn Griffiths (Gran Bretagna, Norco world team) in 6’06”97 a 39”72
10. Céline Gros (Francia, Morzine-Avoriaz – Haute Savoie) in 6’08”41 a 41”16
19 classificate
Classifica di coppa del mondo (dopo 4 tappe)
Uomini
1. Greg Minnaar 830 punti
2. Gee Atherton 817 punti
3. Sam Blenkinsop 569 punti
4. Brendan Fairclough 510 punti
5. Aaron Gwin 495 punti
70. Marco Milivinti 78 punti
71. Lorenzo Suding 77 punti
90. Carlo Gambirasio 20 punti
101. Marco Bugnone 18 punti
Donne
1. Sabrina Jonnier 850 punti
2. Floriane Pugin 645 punti
3. Emmeline Ragot 615 punti
4. Myriam Nicole 540 punti
5. Tracy Moseley 519 punti
Donne junior
1. Manon Carpenter

26 luglio 2010 alle 22:49
Qualcosa anche di Brook lo vogliamo dire? Grande!!!
27 luglio 2010 alle 16:05
Erede di Samuele, ma glielo auguro, è al primo anno ma chi, (a differenza di Alessandro), ha visto e si ricorda si ricorda chi era Hill già da junior, certamente sa che siamo ancora parecchio distanti.
Insomma per adesso la sua piu’ grande dote è quella di non sbagliare, sembra un ragioniere, ma con la ragioneria non si diventa un Hill e nel caso, se un 32 posto dovesse dimostrare il suo talento, anche George ha fatto molto meglio con un 25 assoluto, ma non mi verrebbe mai in testa di dire che è l’erede di Hill.
27 luglio 2010 alle 16:34
Non vorrei dover controbattere punto per punto, perché non ne ho nessuna voglia, ma Hill al suo primo anno da junior aveva risultati di poco migliori rispetto a Brosnan, e il livello non era certamente quello attuale. Al mondiale, vinto tra gli junior, sarebbe finito attorno al ventesimo posto assoluto.
Ho scritto “erede Hill” perché per tutto il week end di gara ha girato fianco a fianco con Brendan Fairclough. Non ho scritto “è l’erede di Sam Hill”, né volevo scriverlo, né tantomeno lo penso: solo il tempo darà delle risposte.
Consiglierei un Alka Seltzer a tutti i lettori: non tutto ciò che c’è su questo sito è oro colato, né vuole esserlo.
Personalmente, mi rifiuto di scrivere di tutti per non scontentare nessuno: Brannigan è forte? Senza dubbio, non ho mai detto il contrario. MacDonald ha avuto un risultato eccezionale? Sì, ma non corre ormai più in Italia, e se dovessi star dietro a tutti quelli che sono passati di qui o scrivere di Gracia, Kovarik, Pascal e compagni soltanto perché 10 anni fa erano i più forti, non ne verrei a capo ogni settimana.
Non scaldatevi per ogni singola parola…
27 luglio 2010 alle 17:51
Mai detto che si debba scrivere di tutti, impossibile e neanche mai chiesto maggiore considerazione per George ci mancherebbe. Era solo una precisazione la mia, di chi nell’ambiente ci vive e da tanti anni, non comprendendo la differenza fra “erede Hill” e erede di Sam hill, un po’ scusami tirata per i capelli visto che Brosnan è già Specy, specie poi se mettiamo anche che un 32 posto sarebbe la prova del suo talento Insomma molto piu’ saggio dire come dici adesso “il tempo darà delle risposte, perfettamente daccordo.
Riguardo al giovane Hill a Lugano, da Junior era già da assoluta solo una caduta con tanto di maglia strappata lo impedi’, arrivo’ infatti a pochissimi secondi da questa,. Appunto mai stato “ragioniere,” lui e forse proprio per questo grande campione, forse non avevi afferrato bene il senso dell mio intervento che stà proprio in questo, il campionissimo si vede subito.
Capisco che è difficile riportare i motivi essenziali non essendo presente ed è per questo che si puntualizza a volte, io sempre mi sembra in maniera tranquilla penso che per questo mi rispondi… puntualmente
Alberto Ancillotti