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Lorenzo Suding, la prima stagionale è a Pieve di Teco

Il campione italiano Lorenzo Suding vince la prima top class “in continente” della stagione italiana, domenica 14 marzo a Pieve di Teco, davanti di appena 16 centesimi a Marco Bugnone, e si fa uno splendido regalo di compleanno per i suoi 24 anni, che compirà domani, 15 marzo. Al terzo posto si è classificato Marco Milivinti, quarto l’allievo francese Loïc Bruni, poi Mathieu Gallean.
Tra le donne, Elisa Canepa precede l’austriaca Hélène Valérie Fruhwirth, la francese Elodie Chesseret e la campionessa italiana Alia Marcellini.
La gara, disputata sulla classica pista della Barauccola, molto polverosa, fisica e “bucata”, ha subìto un ritardo di un’ora e mezza della partenza, a causa di problemi di software tra giudici e cronometristi: le due manche si sono svolte poi regolarmente, ma la compilazione delle classifiche è avvenuta copiando manualmente i tempi, alimentando il nervosismo e la tensione degli oltre duecento atleti iscritti.
Durante le prove di sabato, Claudio Cozzi è caduto, lussandosi la spalla destra, quella non coinvolta negli incidenti in passato. Dovrebbe recuperare in meno di un mese.

Il presidente del team organizzatore, Gilberto Chessa, ha diramato una lettera aperta in cui spiega l’accaduto:

«Il team Sport Bike, organizzatore della 8ª edizione della discesa della Barauccola, tiene a precisare che gli inconvenienti dovuti allo spostamento dell’inizio dell’evento, con il ritardo di ben un’ora e mezza, è da attribuire interamente all’organismo “Federazione Cronometristi” che, a causa di scarsa preparazione, ha di fatto modo che l’evento organizzato in maniera ineccepibile dalla scrivente venisse vanificato o quantomeno danneggiato, per non parlare delle classifiche.
Il team si scusa con tutti i partecipanti per i ritardi che l’inizio posticipato ha generato (rientri in tarda sera dei team arrivati da piu’ distante in primis!), ma teniamo a sottolineare che tutta la macchina organizzativa direttamente responsabile da noi non ha avuto il ben che minimo imprevisto.
Questa lettera è quindi scritta da parte nostra per scusarci con tutti voi e per ringraziarvi comunque della pazienza dimostrata e per la gradita partecipazione».

Risultati
VIII Discesa della Barauccola, downhill regionale Top Class, Pieve di Teco (Imperia) – domenica 14 marzo 2010

Classifica finale uomini
1. Lorenzo Suding (Italia, Black Arrows) in 4’27”20
2. Marco Bugnone (Italia, Argentina bike) in 4’27”63
3. Marco Milivinti (Italia, Cingolani – Protone) in 4’29”40
4. Loïc Bruni (Francia, US Cagnes) in 4’33”56
5. Mathieu Gallean (Francia, Ryde-Racing) in 4’34”05
6. Mattia Arduino (Italia, Argentina bike) in 4’34”86
7. Yoann Barelli (Francia, US Cagnes) in 4’34”89
8. Carlo Gambirasio (Italia, Surfing shop) in 4’36”57
9. Richard Marini (Francia, US Cagnes) in 4’39”08
10. Pietro Caire (Italia, Argentina bike) in 4’39”60

11. Andrea Bruno (Italia, Ready2Ride) in 4’39”71
12. Dominik Gspan (Svizzera) in 4’39”73
13. Bruno Zanchi (Italia, Axo – Pro-Gest) in 4’39”84
14. Francesco Colombo (Italia, Axo – Pro-Gest) in 4’40”88
15. Livio Zampieri (Italia, Vigor – Proline) in 4’41”33
16. Francesco Petrucci (Italia, Ancillotti – Doganaccia racing team) in 4’42”19
17. Davide Sottocornola (Italia, Argentina bike) in 4’43”14
18. Federico Dellai (Italia, Ready2Ride) in 4’43”78
19. William Luneau (Francia, US Cagnes) in 4’43”89
20. Carlo Caire (Italia, Argentina bike) in 4’48”24
232 classificati

Classifica finale donne
1. Elisa Canepa (Italia, Eli-Ca RRide) in 5’17”39
2. Hélène Valérie Fruhwirth (Austria, RC Alpine – Commençal) in 5’30”17
3. Elodie Chesseret (Francia, US Cagnes) in 5’32”57
4. Alia Marcellini (Italia, Surfing shop) in 5’37”66
5. Meryl Jeannin (Francia, AC Gassinois) in 6’05”77
6. Chloé Gallean (Francia, US Cagnes) in 6’19”67
7. Monica Ghione (Italia, Team Dayco) in 6’34”89
8. Gloria Salvatori (Italia, Dueruote Forlì) in 6’52”20
9. Marlène Jugier (Francia, Peille VTT) in 6’55”89
10. Anna Ivana Sparano (Italia, Scout – Da Bomb) in 6’57”59

11. Eleonora Scarfò (Italia, Riviera Outdoor) in 7’15”11
12. Andrea Radacic (Croazia, BK Mamut) in 7’16”22
13. Valentina Macheda (Italia, Ready2Ride) in 7’16”98
14. Federica Perardi (Italia, Team Dayco) in 8’04”39
14 classificate

Link
Le classifiche complete (pdf):
generale | uomini élite-under 23 | uomini junior | uomini allievi | uomini esordienti | uomini master sport | uomini master 1-2 | uomini master 3-4-5 | donne élite | donne giovanile | donne master.
I risultati dell’edizione 2008.
L’edizione dello scorso anno.

by Alessandro Mano, pubblicato il 14 marzo 2010 alle 18:27 e archiviato in: news, races tag: alia marcellini • claudio cozzi • downhill • elisa canepa • elodie chesseret • helene valerie fruhwirth • imperia • infortuni • lorenzo suding • marco bugnone • marco milivinti • pieve di teco • top class

11 commenti al post “Lorenzo Suding, la prima stagionale è a Pieve di Teco”

  1. everyday ha scritto:
    14 marzo 2010 alle 19:56

    Are there any complete results anywhere? thanks

  2. Fan ha scritto:
    14 marzo 2010 alle 22:28

    Comunque Argentina bike domina sempre tra i team!!! Bravissimi!

  3. Sergio Larghi ha scritto:
    15 marzo 2010 alle 09:23

    Devo fare i miei complimenti agli organizzatori per l’impegno, ma per quanto riguarda i giudici un no comment è la frase forse piu’ azzeccata! Che qualcuno gli spieghi come funzionano i computer!!!!
    Complimenti a Lorenzo!

    Sergio

  4. claudio brunier ha scritto:
    15 marzo 2010 alle 08:40

    Grande Loic… buon sangue non mente!!

  5. aug ha scritto:
    15 marzo 2010 alle 17:54

    E forse forse questo “movimento” meriterebbe più attenzione da parte di tanti…..
    Contiamo 60 atleti con meno di 18 anni in classifica… Togliete pure la decina di francesi, ma mi sembra un bel numero!
    Bravi tutti.
    Aug

  6. Luca Badoer ha scritto:
    15 marzo 2010 alle 19:09

    Complimenti al vincitore!
    Complimenti al secondo classificato!
    Complimenti a tutti gli atleti perchè hanno saputo attendere tanto.
    Complimenti particolari a chi ha organizzato questo bel evento con tanta fatica.
    Un auspicio in modo che gli organizzatori continuino con il loro impegno.

    Una nota negativa per i soliti cronometristi e giudici, che ancora una volta hanno dimostrato di non saper fare il loro lavoro.

    Penso che anche nella gara di Sambartolomeo ci sia il loro zampino perchè un distacco di 35 secondi dal primo al secondo classificato, senza togliere niente al vincitore, sia un dato errato.

    Forse questo è il “cruccio” che devono subire i nostri atleti !!!!!!!!

    Luca

  7. roberto vernassa ha scritto:
    15 marzo 2010 alle 19:43

    grazie mille per i complimenti !!
    preferirei però che chi li fa si firmasse con nome e cognome altrimenti gli altri potrebbero pensare che ce li facciamo da soli facendo così la figura degli imbecilli.
    Stesso discorso per le critiche, che spesso capita di vedere sui commenti ai vari articoli,… basta nick name o nomignoli, chi ha qualcosa da dire abbia il coraggio di firmarsi, non è detto che avere idee diverse vuol dire di aver torto.

    Complimenti a tutti i presenti, avete dimostrato che la discesa è viva e ha voglia di vivere, correre ed avere un campionato che meriti questa denominazione.

    Chi ha il potere decisionale su regolamenti e programmi dovrebbe avere l’umiltà di confrontarsi con i corridori e\o i suoi rappresentanti in modo da collaborare e migliorare le problematiche che si ripresentano con regolare periodicità ma che potrebbero essere evitate con pochi accorgimenti.
    Trincerarsi sulle proprie posizioni con l’arroganza di chi comanda non fa bene a nessuno, neanche al “comandante”.

  8. Sara mologni ha scritto:
    16 marzo 2010 alle 01:02

    Non c’ero. Mi hanno raccontato. Che dire. Torno dopo 5 lunghi anni di assenza e trovo una situazione peggiore di quando lasciai. Inutile aggiungere nulla. I pecedenti commenti hanno già riassunto. Una cosa sola… I REGOLAMENTI VANNO LETTI COMPRESI E APPLICATI. Sennò che ci stanno scritti a fare?!? Complimenti a tutti i rider pro e non pro, tutti bravissimi. Cordialità e buona bici a tutti.
    Sara Mologni

  9. massimo mascherini ha scritto:
    18 marzo 2010 alle 15:47

    bene bene!!!! si riparte da dove siamo rimasti!!!
    tutti si sono accorti dei problemi che hanno avuto i giudici!!!
    ma è possibile che nessuno si è accorto che c’era un problema ancora più grande? la sicurezza del percorso!!!! inesistente praticamente!!
    nulla togliere a chi organizza che fà sempre il possibile per far funzionare tutto al meglio e colgo l’occasione per farle i miei complimenti. ma a questi episodi non bisogna chiudere un occhio ma bisogna cercare di sensibilizzare ancora di più chi organizza per far si che ci siano sempre meno incidenti durante le competizioni.

  10. aug ha scritto:
    19 marzo 2010 alle 13:33

    Esprimo un parere da semplice spettatore…
    La SICUREZZA nella DH mi sembra sia = latente – non codificata – improvvisata – non considerata – lasciata alla “speriamo vada tutto bene” – delegata a chi non ha specifiche competenze e/o poca esperienza di incidenti e possibili conseguenze – rimandata alla buona volontà di pochi – sottomessa a ragioni economiche – non organizzata e poco prevista – ….. insomma lasciata alla benevolenza del Padreterno …….
    Esagero?
    Non credo proprio e sono pronto a dimostrare come e dove si potrebbe portare in sicurezza una DH, senza spese folli.
    Analisi di un semplice spettatore, figurarsi uno del mestiere cosa potrebbe suggerire!!!!
    Ovviamente non tutte le DH sono uguali e, comunque, un plauso agli organizzatori che si prendono la briga di farle.
    Il punto è che se nessuno ha a cuore un (il) problema e regolamenta (casomai con intelligenza), aiuta e sostiene gli organizzatori… il tutto è demandato alla Loro esperienza, disponiblità, ecc. ecc. e quindi più facilmente possono sbagliare e/o essere in difetto.
    Attenzione: non stò dicendo che bisogna (solo) regolamentare la sicurezza.
    Dico che la soluzione del problema DEVE essere intelligente e corale.
    Oppure aspettiamo che succeda veramente qualcosa di grave… che (con l’ ovvio senno di poi) avrebbe potuto essere evitato.
    Aug

  11. Luca Baduer ha scritto:
    21 marzo 2010 alle 09:16

    Bravo Aug!!!
    Di fondo c’è una verità… e cioè che i problemi che abbiamo evidenziato in questi commenti, che tra l’altro sono sempre i soliti, non importano a nessuno.
    Gli organi che regolano questa disciplina… se ne fregano.
    I team manager… se ne fregano.
    Gli organizzatori delle manifestazioni a questo punto forse fanno persino troppo.
    Tutti sostengono che in questo sport c’è solo da rimetterci dei soldi (qualcuno ha comunque interessi!!!).
    I giudici anche se presi a pesci in faccia e resi ridicoli davanti all’evidenza… se ne fregano.
    Tutti……. se ne fregano.
    Il movimento è incapace di promuovere iniziative e autoregolarsi.
    Speriamo che non succeda, perlomeno, qualcosa di grave altrimenti piangiamo Tutti (forse per una volta uniti !!!)

    Un vero ca___no!!!
    Luca

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