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Fort William: il ritorno di Greg Minnaar e Tracy Moseley

Greg Minnaar ©TranscendMagazine.comLa lunga e fisica pista di Fort William rimescola le carte e segna due ritorni eccellenti. Dopo un inizio di stagione dominato da Sam Hill e Gee Atherton, ad alternarsi le prime posizioni, in Scozia, domenica 8 giugno, Greg Minnaar fa una gara perfetta, dominando anche le prove libere e la semifinale, e lascia la concorrenza ad oltre tre secondi, con Atherton secondo, Steve Peat terzo, Nathan Rennie quarto e Hill soltanto quinto. Il sudafricano, vincitore di due classifiche finali di world cup (2001 e 2005) e campione del mondo 2003 torna alla vittoria in coppa del mondo dopo quasi tre anni di astinenza.
Tre le ragazze, Rachel Atherton, autrice di una prima manche disastrosa, segna il miglior tempo sin dalle prime battute della finale, ma deve inchinarsi prima a Sabrina Jonnier, per meno di due secondi, e a Tracy Moseley, che domina con più di 4 secondi sulla campionessa del mondo e torna sul gradino più alto del podio dopo un 2007 da dimenticare e vince il downhill a Fort William per la quarta volta in carriera: un record.

La gara in breve: vento, forature, qualche caduta (Lehikoinen KO). Italiani sottotono, gran prova del Syndicate
Ralph Jones, addirittura, fora a 50 metri dalla partenza, e decide di tornare indietro per scendere in telecabina. E’ l’immagine emblematica di una gara sull’asciutto a causa del sole e del forte vento, che rendono il tracciato di Fort William l’ideale per le forature. Ne fanno le spese, in qualifica, Adam Brayton, che pizzica nonostante tutti gli accorgimenti del caso, e in finale le due francesi Floriane Pugin, che buca nella parte alta della discesa finale, e Emmeline Ragot: finiscono entrambe a fondo classifica. Gli uomini più forti evitano di pizzicare o forare, ma gli errori non mancano: «Sono felice della mia gara – commenta Josh Bryceland, al rientro dopo il terribile volo di Maribor – Ho fatto qualche errore di troppo nella parte alta, ma sto meglio e al mondiale spero di essere al top». Anche Cédric Gracia è soddisfatto della prestazione, così come il pubblico, che è letteralmente impazzito per il suo “no-hand” sul salto finale: «Questa è una pista dove tutti vogliono vincere – dice CG – perché è l’essenza del downhill, con tecnicità e soprattutto fisicità. E’ una pista dura, come dovrebbero esserlo tutte le altre». Brendan Fairclough è felice, nonostante il 23esimo posto finale: «A Vallnord sono caduto violentemente, e in settimana ho avuto problemi ad una spalla. Non posso che migliorare».
Fabien Barel, dopo aver pennellato le curve per tutto il week end, sbaglia la manche finale. Anche Marcus Klausmann, pluri-campione nazionale tedesco, cade violentemente in uno dei panettoni della parte finale. A farne le spese maggiormente è però Matti Lehikoinen, che cade durante le prove libere del sabato e sbatte violentemente il ginocchio sinistro su un ponticello in ferro: sospette lesioni ai tendini lo hanno tenuto lontano dalla gara.
Il finale è thrilling: dall’ottimo tempo di Rennie in avanti le emozioni si susseguono. L’australiano spodesta il leader provvisorio Justin Leov e si libera di un peso: «Con due mostri in squadra come Minnaar e Peaty, ogni gara diventava un peso. Per fortuna qui sono riuscito a sciogliermi e correre senza pensieri». Dan Atherton resta dietro per pochi decimi. Barel parte bene, ma sbaglia qualcosa già in alto, dove il forte vento è l’unico padrone. Peat è efficace, sicuro e non forza nella parte alta: è in basso che si fa la differenza, e l’hot seat è suo. Hill guida come soltanto lui sa fare, ma patisce sulle parti fisiche ed è dietro di un soffio a Peat: clamoroso.
Gee Atherton scende bene, e al traguardo sembra tranquillo della prima posizione provvisoria, ma Minnaar migliora il tempo dell’inglese di oltre tre secondi e torna a festeggiare a tre anni dall’ultimo successo, ad Angel Fire Resort, nel 2005. Per il Santa Cruz Syndicate è una giornata memorabile: tre uomini tra i primi quattro, tutti davanti a Sam Hill, e con Josh Bryceland miglior junior anche al rientro.
Venendo agli italiani, gara di normale amministrazione per Alan Beggin, che si qualifica con il 51esimo tempo e poi rimonta fino alla quarantesima posizione in finale; Marco Bugnone si qualifica per la finale (53esimo), ma cade nella seconda manche e chiude piuttosto indietro, 69esimo. Gli altri italiani non entrano in finale per pochi secondi: Lorenzo Suding resta fuori per meno di due secondi; Marco Milivinti, dopo la caduta in prova in cui si è slogato una spalla, è sceso in maniera prudente in semifinale e ha rotto il cambio a metà percorso, non riuscendosi a qualificare per 7 secondi; Luca Bertocchi è subito dietro. Elisa Canepa si qualifica per la finale e chiude 20esima.

Classifica finale uomini
1. Greg Minnaar (Sudafrica, Santa Cruz Syndicate) in 4′43”52
2. Gee Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 3”17
3. Steve Peat (Gran Bretagna, Santa Cruz Syndicate) a 3”90
4. Nathan Rennie (Australia, Santa Cruz Syndicate) a 4”67
5. Sam Hill (Australia, Iron Horse – Monster Energy) a 5”18
6. Dan Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 6”24
7. Justin Leov (Nuova Zelanda, Yeti – Fox shox) a 8”86
8. Ben Cathro (Gran Bretagna, Mojo – Orange) a 8”88
9. Sam Blenkinsop (Nuova Zelanda, Yeti – Fox shox) a 9”45
10. Mickael Pascal (Francia, MSC) a 10”35

11. Florent Payet (Francia, Subaru – Mondraker) a 11”63
12. Julien Camellini (Francia, Chain Reaction Cycles – Intense) a 11”88
13. Chris Kovarik (Australia, Chain Reaction Cycles – Intense) a 12”13
14. Marc Beaumont (Gran Bretagna, Bike radar) a 12”71
15. Cédric Gracia (Francia, Commençal – Furious – Oakley) a 12”77
16. Josh Bryceland (Gran Bretagna, Santa Cruz Syndicate) a 13”61
17. Chris Hutchens (Gran Bretagna, Mojo – Orange) a 13”66
18. Pasqual Canals Flix (Spagna, Massi) a 13”70
19. Bernat Guardia Pascual (Spagna, MSC) a 14”12
20. Ivan Oulego Moreno (Spagna, Massi) a 14”54

40. Alan Beggin (Italia, Mapei) a 23”06
69. Marco Bugnone (Italia, Ancillotti team) a 42”32
72. Marcus Klausmann (Germania, Ghost) a 58”58
76. Fabien Barel (Francia, Subaru – Mondraker) a 1′57”24
79 classificati

Classifica finale donne
1. Tracy Moseley (Gran Bretagna, Kona) in 5′20”87
2. Sabrina Jonnier (Francia, Maxxis) a 4”14
3. Rachel Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 5”89
4. Mio Suemasa (Giappone, MS Intense) a 14”77
5. Melissa Buhl (USA, KHS) a 24”32
6. Céline Gros (Francia, Solid – A-Class) a 24”70
7. Myriam Nicole (Francia) a 25”27
8. Fionn Griffiths (Gran Bretagna, Norco) a 25”60
9. Anita Molcik (Austria, Four elements – Yeti) a 28”18
10. Kathy Pruitt (USA, Jamis) a 31”37

11. Claire Buchar (Canada, Intense) a 31”51
12. Emilie Siegenthaler (Svizzera, Suspension center) a 34”76
13. Miriam Ruchti (Svizzera, Sport promotion – Vario) a 35”32
14. Joanna Petterson (Sudafrica) a 40”85
15. Micayla Gatto (Canada, Commençal) a 41”27
16. Diana Marggraff (Ecuador) a 43”64
17. Katy Curd (Gran Bretagna) a 45”14
18. Helene Fruhwirth (Austria) a 47”27
19. Emmeline Ragot (Francia, Suspension center) a 50”26
20. Elisa Canepa (Italia, Iron Horse – Playbiker) a 53”67
21. Floriane Pugin (Francia, Iron Horse – Playbiker) a 1′07”31
21 classificate

Classifica semifinali uomini
1. Greg Minnaar (Sudafrica, Santa Cruz Syndicate) in 4′47”15
2. Gee Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 0”29
3. Sam Hill (Australia, Iron Horse – Monster Energy) a 1”87
4. Steve Peat (Gran Bretagna, Santa Cruz Syndicate) a 2”82
5. Fabien Barel (Francia, Subaru – Mondraker) a 5”67
6. Ben Cathro (Gran Bretagna, Mojo – Orange) a 5”71
7. Dan Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 5”92
8. Nathan Rennie (Australia, Santa Cruz Syndicate) a 6”77
9. Julien Camellini (Francia, Chain Reaction Cycles – Intense) a 7”29
10. Sam Blenkinsop (Nuova Zelanda, Yeti – Fox shox) a 7”53

51. Alan Beggin (Italia, Mapei) a 21”09
53. Marco Bugnone (Italia, Ancillotti team) a 22”09
93. Lorenzo Suding (Italia, Iron Horse – Playbiker) a 29”53
108. Marco Milivinti (Italia, Ancillotti team) a 33”30
114. Luca Bertocchi (Italia, Iron Horse – Playbiker) a 34”44
140. Justyn Norek (Italia, Dayco) a 45”18
144. Vittorio Gambirasio (Italia, Surfing shop) a 46”50
151. Edoardo Franco (Italia, Iron Horse – Playbiker) a 50”97
154. Samuele Aicardi (Italia, Argentina bike) a 53”37
161. Leoluca Scurria (Italia, Surfing shop) a 1′18”42
169 classificati

Classifica semifinali donne
1. Tracy Moseley (Gran Bretagna, Kona) in 5′26”53
2. Sabrina Jonnier (Francia, Maxxis) a 5”17
3. Emmeline Ragot (Francia, Suspension center) a 9”89
4. Florian Pugin (Francia, Iron Horse – Playbiker) a 13”88
5. Céline Gros (Francia, Solid – A-Class) a 17”42
6. Myriam Nicole (Francia) a 18”36
7. Fionn Griffiths (Gran Bretagna, Norco) a 20”34
8. Kathy Pruitt (USA, Jamis) a 20”85
9. Claire Buchar (Canada, Intense) a 23”76
10. Anita Molcik (Austria, Four elements – Yeti) a 24”09

19. Elisa Canepa (Italia, Iron Horse – Playbiker) a 51”71
30. Rachel Atherton (Gran Bretagna, Animal – Commençal) a 5′50”70
30 classificate, 21 qualificate (20 + Rachel Atherton)

Classifica di coppa del mondo (dopo 3 tappe)
Uomini
1. Sam Hill 570 punti
2. Gee Atherton 557 punti
3. Greg Minnaar 542 punti
4. Steve Peat 495 punti
5. Julien Camellini 301 punti

Donne
1. Sabrina Jonnier 630 punti
2. Rachel Atherton 603 punti
3. Tracy Moseley 507 punti
4. Emmeline Ragot 373 punti
5. Floriane Pugin 368 punti

Link
I risultati del four-cross.
Le classifiche complete (pdf): uomini e donne.
Una galleria di immagini su TranscendMagazine.com.
Il report sul sito del team Ancillotti.

di Alessandro Mano, pubblicato il 8 giugno 2008 alle 18:06 e archiviato in: news, races tag: alan beggin • brendan fairclough • cedric gracia • coppa del mondo • dan atherton • downhill • elisa canepa • emmeline ragot • fabien barel • florian pugin • fort william • gee atherton • greg minnaar • josh bryceland • justin leov • marcus klausmann • maribor • matti lehikoinen • melissa buhl • mio suemasa • nathan rennie • rachel atherton • ralph jones • sabrina jonnier • sam hill • scozia • steve peat • tracy moseley • vallnord

2 commenti al post “Fort William: il ritorno di Greg Minnaar e Tracy Moseley”

  1. luca baduer ha scritto:
    9 giugno 2008 alle 22:54

    Perchè quasi nessun commento per gli atleti italiani in gara?
    In coppa corrono ragazzi giovani e talentuosi, forse varebbe la pena di dar loro un po’ più di importanza fisto il grosso sacrificio che fanno.

  2. manomano ha scritto:
    10 giugno 2008 alle 12:23

    Non sei il primo a fare questa obiezione.
    Questa è la linea editoriale che abbiamo scelto, se di “linea editoriale” si può parlare per un piccolo e insignificante blog: quando siamo partiti, volevamo cambiare un paio di cose rispetto agli altri siti di mountain bike.
    Tra queste novità, c’è la “non marcata” nazionalità. Mi spiego: personalmente trovo limitativo, e credo sia condiviso dalla maggior parte dei miei collaboratori, leggere le esaltazioni delle gesta degli inglesi su Dirt, dei francesi su VTT magazine, degli americani su Decline, dei canadesi su Transcend magazine, ecc… E’ più che legittimo da parte loro, anche considerato il livello dei loro rider, ma la notizia è la vittoria di Minnaar, non il 128 posto dell’astro nascente delle isole Far Oer. Non ci sono soltanto la Gran Bretagna, la Francia, gli Stati Uniti o il Canada.

    Vogliamo fare di MTBnews.it un sito che sia in italiano, che dia spazio agli italiani, ma che non sia soltanto sugli italiani. Quando i risultati tricolori ci sono, ne diamo ampio spazio. In ogni gara internazionale, ci sono notizie sui qualificati alla finale o sui migliori italiani (nel caso delle gare enduro o del circuito dell’Avalanche cup), sugli (ahimè frequenti) infortuni, sulle impressioni degli italiani in coppa; quando ci è possibile, diamo ampio spazio, come avrai visto per Maribor e Vallnord, al contatto diretto con i protagonisti italiani. Detto questo, vai a vedere qualunque altro sito, e vedrai che non parla degli italiani più di noi.

    Ci sarà comunque modo di parlare degli atleti italiani di coppa in futuro, con un paio di iniziative nei prossimi mesi.

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